Questa volta, la Fiorentina sembra aver preso la giusta direzione. L’accesso ai quarti di finale di Conference League, dopo le vittorie dell’andata e del ritorno contro il Rakow, insieme ai risultati incoraggianti in campionato, potrebbero dare un senso a una stagione che fino a questo momento è stata priva di gioie. Il lavoro di Vanoli è stato analizzato dal suo procuratore, che ha parlato anche del suo futuro alla Fiorentina.
Andrea D’Amico, procuratore dell’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli, ha parlato a Radio Bruno del lavoro in viola del proprio assistito, sotto vari aspetti. Dal campionato alla Conference, in cosa Vanoli ha fatto la differenza.

Vanoli-Fiorentina: il racconto del procuratore
“L’auspicio è che la Fiorentina ora abbia preso la strada giusta. Il lavoro fatto da Paolo è stato importantissimo, sia a livello di collettivo che di valorizzazione dei singoli. Il gruppo quando è arrivato Vanoli si trovava in una situazione molto difficile. Il suo lavoro è stato importante sul piano mentale, tecnico, tattico, con scelte che hanno fatto ritrovare autostima al gruppo. Partendo da 4 punti ora la Fiorentina è a 29, e poteva con più attenzione avere anche 6-7 punti in più. Il suo vero capolavoro è stato quello di immergersi completamente in questa realtà, perché voleva a tutti i costi ottenere il risultato. Ha cambiato la mentalità dei calciatori. Quando una stagione inizia male, si possono anche avere calciatori di grande qualità, ma se le cose non funzionano… è difficilissimo invertire la rotta.
Quando si entra e occorre cambiare tutto, preparazione, atteggiamento, è un lavoro molto difficile. Vanoli ce l’ha messa tutta e stanno arrivando i risultati, che si vedranno a fine anno. La Fiorentina è anche ai quarti di finale di Conference League, e Paolo ha una tradizione positiva nelle coppe: ha vinto da calciatore e ha vinto la Coppa di Russia con lo Spartak Mosca. È stato protagonista di questa rinascita, ora occorre finire il lavoro. Una figura come Paratici è fondamentale per un allenatore, mancava una presenza importante mentre prima c’erano Barone, poi Pradè, lo stesso Commisso. Vanoli ha voluto fortemente la Fiorentina, anche se avevamo altre possibilità, ma voleva vincere questa sfida. Futuro? Con la società non ne abbiamo ancora parlato, adesso non ci si può rilassare, vedremo alla fine”.

Il futuro del Mister non è ancora scritto, ma una cosa è certa. Sia l’allenatore che la squadra vogliono restituire a Firenze tutto l’affetto dimostrato in questi mesi da incubo.