La Fiorentina ha chiuso il mercato con una vera e propria rivoluzione. Tredici nuovi acquisti hanno cambiato profondamente il volto della squadra, aumentando le soluzioni a disposizione di Fabio Grosso e permettendo al tecnico di poter contare su alternative praticamente in ogni zona del campo.
È questa, secondo quanto riportato da La Nazione, la fotografia di un mercato che ha consegnato all’allenatore viola Fabio Grosso una rosa capace di offrire due formazioni competitive.

Fiorentina: il piano di Paratici
La strategia della società era chiara: combinare giocatori giovani e profili con maggiore esperienza, costruendo un gruppo profondo e soprattutto proiettato verso il futuro. L’unico ruolo che sembra presentare qualche problema è quello della mezzala destra, dove Ndour potrebbe essere chiamato a un lavoro maggiore. L’assenza delle competizioni europee, però, rende la situazione più semplice da gestire almeno fino a gennaio.
Grosso può quindi contare su un possibile undici principale formato da De Gea, Jimenez, Dragusin, Viery, Valdepenas, Ndour, Oulai, Atta, Mastantuono, Beto e Gonçalves. Ma alle loro spalle non mancano le alternative: Christensen, Dodô, Pongracic, Ranieri, Joao Mario, Fagioli, Brescianini, Gnonto, Pellegrino e Njie rappresentano una seconda linea tutt’altro che inferiore. A completare la rosa ci sono poi Lezzerini, Sottil e Parisi, atteso al rientro nel mese di novembre.
Il lavoro di Paratici emerge anche dagli investimenti effettuati. Come riportato dal Corriere dello Sport-Stadio, la Fiorentina ha speso circa 130 milioni di euro per i tredici nuovi giocatori: una cifra che potrebbe superare i 200 milioni includendo gli eventuali riscatti. Particolarmente significativa è anche l’età media degli acquisti, pari a 22,7 anni: un dato che conferma la volontà di costruire una squadra giovane, ma con margini di crescita importanti.
Da Mastantuono a Valdepenas e Oulai, passando per Jimenez, Viery, Njie, Gnonto e Atta, la società ha puntato con decisione sulla linea verde. Allo stesso tempo, giocatori come Dragusin, Pellegrino, Joao Mario, Pedro Gonçalves e Beto possono garantire esperienza e personalità.

Ora però, arriva la prova più importante. Una rosa completamente rinnovata avrà bisogno di tempo per trovare equilibrio, intesa e identità. Toccherà a Grosso trasformare l’abbondanza in una squadra vera. Il mercato ha fornito quantità e qualità: adesso sarà il campo a stabilire se la nuova Fiorentina potrà davvero competere ai vertici. La sfida sarà trovare rapidamente la giusta gerarchia e valorizzare i nuovi arrivati. Ed è proprio qui si vedrà il vero lavoro dell’allenatore sul campo.