Dodò ha anche raccontato il suo rapporto con i molteplici allenatori avuti nella sua carriera a La Gazzetta dello Sport:
Io nasco terzino, anche se mi piace attaccare. Fonseca mi diceva di pensare prima a difendere. Poi arrivò De Zerbi che mi cambiò in mezzala e mi trasformò. E Palladino? Raffaele vuole il possesso. Anche lui vuole attaccare, ma ci chiede di rimanere uniti dietro. Fase difensiva? Non la devo dimenticare, mai. Me lo dicono sempre tutti. Kean è carico, si vede dalla faccia. Per non parlare di Gosens. Lui corre così tanto che corriamo tutti insieme dietro a lui. Gudmundsson? Sembra baciato da Dio. Ha un talento innato, un dono
Ho lavorato duro col sorriso. Un recupero lampo in 4 mesi. E ho seguito un consiglio di Biraghi. Mi disse ‘Non metterti da parte ora che sei infortunato, stai con noi’. Ho fatto arrivare fisioterapista e preparatore dal Brasile. E ora il Brasile lo sogno. Oggi ci saranno le convocazioni. Ho sempre sperato di giocare con alcuni amici e con Neymar
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