Giancarlo Antognoni, dopo la scomparsa di Aldo Agroppi, ha parlato a La Nazione.
Non è un segreto: insieme abbiamo vissuto momenti più o meno piacevoli, fa parte della vita. Ma ormai da tempo avevamo riallacciato i rapporti, con il passare degli anni poi l’ho capito anche io: venivo da un brutto infortunio e in quel momento non ero in condizione. Il momento più bello che mi lega ad Aldo fu il gol di testa contro l’Udinese che ci permise di qualificarci alla Coppa Uefa. Quella rete smorzò tutte le polemiche e le incomprensioni. Non dico che ci siamo riappacificati perché un vero strappo non ci fu mai. Ci sentivamo spesso. L’ultima volta via messaggio, due mesi fa. Oltre a vari aneddoti, mi consigliò di tornare nell’ambiente calcistico.
Ex calciatore e allenatore, Agroppi ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano. Ha indossato le maglie di Torino, Genoa e Perugia, diventando un punto di riferimento per i tifosi del Toro durante le otto stagioni trascorse con il club, con cui ha vinto anche due Coppe Italia. In carriera ha vestito anche per cinque volte la maglia della Nazionale italiana. Dopo il ritiro dal calcio giocato, ha intrapreso la carriera di allenatore guidando squadre come Fiorentina, Perugia, Pisa, Ascoli e Como. Tra i momenti più significativi, la promozione del Pisa in Serie A e le stagioni con il Perugia, durante le quali stabilì un record in Serie B perdendo una sola partita in tutto il campionato.
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