L’editorialista per il Corriere Fiorentino Ernesto Poesio è tornato questa mattina sulle dimissioni di Raffaele Palladino dalla panchina della Fiorentina. Di seguito il suo pensiero su questi ultimi giorni tra contestazione, conferenza stampa ed epilogo di una stagione complicata.
Palladino ha deciso di non essere più il capro espiatorio
Eppure gli ultimi giorni erano stati quelli del summit di fine anno per gettare le basi della prossima stagione. Eppure il club si era speso per fare quadrato attorno al tecnico davanti all’infuriare delle critiche. Tutto all’insaputa di ciò che invece stava covando sotto la cenere per un finale di stagione carico di tensioni e per un progetto futuro che evidentemente il tecnico ha ritenuto non così solido da sposare con il rischio di passare da capro espiatorio (come avvenuto in questo finale di stagione) alle prime difficoltà
Le pressioni della piazza hanno influenzato Palladino
C’è insomma anche tutto questo oltre alla versione sulle pressioni della piazza che ieri emergeva dal club. Certo, gli insulti di fine anno e gli inviti ad andarsene hanno influito eccome. […] Limiti del club e piazza incontentabile (e spesso poco compresa da chi la rappresenta nel calcio), il mix esplosivo alla fine è deflagrato. Chissà che non sia un’occasione per una profonda auto analisi e un cambio di passo. Magari prima che Palladino torni a Firenze con una coppa in tasca. Ma da avversario
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