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STEPHANIE OHRSTROM: “Mi manca la squadra, allenarmi. A volte giro per Fiesole, ma anche in Lung’Arno”

Ecco le parole di Stephanie Ohrstrom, spese presso una diretta Instagram: Chi o cosa ti manca?“Mi manca la squadra, mi manca allenarmi, la mia famiglia, che doveva venire qua a marzo; non li vedo da dicembre. Tuttavia mi ritengo un’eremita, per cui stare da soli non è stato poi così drammatico.” Nostalgia della Svezia in questo periodo?La famiglia è la cosa che mi manca di più. Una buona è notizia che a settembre diventerò zia. Vedrò mia sorella col pancione (Ride n.d.r). Aspettiamo le notizie e vediamo quando potrò rivederla.” I tuoi genitori stanno provando ad italianizzarsi?“Mia mamma sta studiando italiano: ha seguito vari corsi; attualmente un corso di cucina, ma penso che abbiano più mangiato che altro. Si sta sforzando e vuole interagire con le persone quando è qua. Mio babbo invece non mangia nulla, al contrario di me e mamma. Ha imparato a mangiare la pizza.” Posto preferito di firenze?“La città è davvero bella. A volte giro per Fiesole, ma cammino spesso in Lung’Arno.” Portiere preferito?“Buffon, di primissimo livello e che ha un’ottima tecnica classica.” Piatto tipico svedese che fai spesso a Firenze, e piatto italiano che hai imparato a fare?“Piatti molto semplici. I dolci svedesi, che piacciono molto ad Alia Guagni, quelli con la cannella. Ho fatto spesso la carbonara a casa. Ho portato i prodotti giusti in Svezia. Quando ero piccola mia mamma ci metteva la panna. Un giorno mi ha chiesto quanta salsiccia dovesse prendere per fare la carbonara…” Hai preso un aspetto caratteriale italiano?“Quando torno in Svezia la mia famiglia nota che parlo un sacco, e, a differenza del prototipo svedese, non sono più così riservata. Tuttavia talvolta lo sono pure io.” Com’è cambiato il tuo allenamento dal 2015 ad oggi?“Noi abbiamo sempre seguito Nicola, che è diventato sempre più dettagliato, così come tutto lo staff: preparatori, dottori, fisioterapisti, nutrizionisti. Scopriamo sempre dove possiamo migliorare; ogni piccolo e minimo dettaglio.” Quant’è difficile parare un rigore?“Sempre fastidioso prendere un gol, anche se stai vincendo 5-0 (Fiorentina-Brescia 5-0, anno dello scudetto). Parare un rigore è una grandissima soddisfazione. La porta sembra enorme, e le statistiche vanno a favore del tiratore. È da un po’ che non ne paro uno.”  

Redazione

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