Ecco le parole di Daniel Bertoni, campione del mondo ’78 con l’Argentina ed ex giocatore della Fiorentina ai microfoni di Radio Bruno: “Ho perso mia mamma dieci giorni fa. Aveva 92 anni. Nonostante tutto, non è mai semplice. Mi è stata affianco per tutta la durata della mia carriera calcistica, sia in Italia, sia in Spagna. Il Mondiale vinto con l’Albiceleste? Avevo solo 23 anni, e segnare in finale è sempre stato un sogno. Realizzarlo e vincere l’intera competizione è stato il massimo coronamento di quest’ultimo. Lo sognai davvero un anno e mezzo prima: assurdo. Ciccio Graziani? Giocatore fortissimo, ottima tecnica, grande compagno di squadra. Inizialmente era invidioso di me perché avevo vinto un mondiale; poi, come sappiamo tutti, lo ha vinto anche lui. I miei anni a Firenze? Un ricordo sicuramente indelebile è la doppietta che segnai alla Juve, nell’83, l’anno successivo rispetto allo scudetto rubato. Commisso?Non l’ho conosciuto, però gli posso subito riconoscere il merito di aver reso la Fiorentina una società capace di lottare, dalla prossima stagione, per traguardi importanti. Il suo blasone e i suoi tifosi hanno una certa esigenza che va rispettata, ossia arrivare nelle prime posizioni.”
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