Da giovane centrale più promettente d’Italia a riserva di Pablo Marì: è questa, in breve, la parabola di Pietro Comuzzo.
A dicembre sembrava avere il futuro in mano, ma l’arrivo del difensore spagnolo, voluto da Palladino, lo ha retrocesso a panchinaro di lusso. Palladino puntava su Marì per guidare la difesa a tre, forte dell’esperienza condivisa a Monza. Intanto, Comuzzo “brillante e in forma” si è ritrovato confinato alle coppe. Spalletti lo ha convocato in Nazionale, Conte lo voleva a Napoli, ma Palladino ha scelto diversamente e finora i risultati lo premiano. Resta però difficile da capire la gestione di un giovane promettente che, senza minuti, rischia di svalutarsi e frenare la crescita. Indizio di mercato o semplice scelta tecnica?
La Juve pensa già alla difesa del futuro. Dopo aver investito 48,3 milioni tra acquisti e emergenze, Giuntoli prepara i prossimi passi: riscatto di Kalulu dal Milan, ritorno di Bremer per il Mondiale per Club e valutazioni su Veiga e Gatti, vicino al rinnovo ma seguito dalla Premier. Nel mirino anche i giovani Comuzzo (Fiorentina), Leoni (Parma) e l’esperto Kim del Bayern. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
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