Foto IG @urbano.cairo
Foto IG @urbano.cairo

In un momento dove il calcio italiano, specialmente negli ultimi due anni con la vittoria della Roma in Conference League e lo scorso anno quando tre italiano giocarono le tre finali che il palcoscenico europeo ci propone; a tal proposito ha parlato il presidente del Torino, Urbano Cairo.

Le scommesse non pagano

Cairo apre così il suo pensiero: "Il calcio è in una fase particolare, reduce da anni difficili col Covid che ha depresso fatturati e conti economici. Sono aumentati i debiti, così come le difficoltà generali. Credo si possa rapidamente risalire, i buoni risultati anche a livello internazionale hanno generato attenzione, poi gli accordi con Dazn e Sky e gli accordi che stiamo facendo per i diritti tv all'estero. Questo è tutto positivo. Poi il tema è che il calcio italiano ha bisogno di un sostegno, o meglio di avere ciò che è suo: c'è una norma europea sul diritto di autore. Per esempio il monte totale delle scommesse, che ammonta a 16 miliardi, dovrebbe dare una quota al calcio.

Ci vorrebbe un aiuto

"Se noi avessimo ciò che è giusto, come la percentuale del monte scommesse, non chiederemmo nulla a nessuno. Penso al cinema. Quando hai una situazione in cui le tax credit valgono 800 milioni, ecco quello è un aiuto importante che noi non abbiamo. Il Decreto Crescita è un piccolo aiuto per avere dei campioni che arrivano dall'estero e rendono più appetibile il campionato italiano, ciò aiuta a vendere i diritti all'estero, per poi dare una contribuzione maggiore allo stato italiano che prende dal calcio 1 miliardo e 400 milioni all'anno" ha concluso il presidente di Rcs Urbano Cairo, intervenuto durante «Sport Industry Talk», convegno organizzato da Rcs Academy e Corriere della Sera.

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