Nel calcio contemporaneo, almeno per ciò che concerne l’ambito italiano, la pressione e lo spazio sono fondamentali. Questi rappresentano, anche, i problemi principali della Fiorentina. Durante l’impostazione della manovra offensiva ha problemi di spazio. Infatti, i calciatori restano statici in predeterminate posizioni. La circolazione della palla, con questa idea di calcio che sta sempre più influenzando la Serie A, deve avere una certa cadenza, un certo ritmo. Perciò ha preso importanza la preparazione atletica dei giocatori. Ma correre tanto è fare la maratona, più che giocare a calcio. Allora, dove non arriva l’atletismo, arrivano gli schemi e, negli allenamenti, le ripetizioni, senza palla, delle movenze che dovranno essere applicate durante la partita ufficiale. Trionfa l’organizzazione, ma pure questa ha dei limiti. Basta osservare, come la Fiorentina non applichi alcun contro-movimento, creativo e smarcante; come non lavori d’intuito, di cognizione (e non solo dello spazio). I calciatori rappresentano alla perfezione gli schemi, le movenze e l’atletismo, ma non hanno alcuna capacità di percezione dello spazio, se non quella impostagli dai loro tecnici (e non allenatori). Dunque, sarebbe da rettificare, lo spazio, inteso con dei limiti, e la pressione, intesa come grande corsa e avanzata all’interno d’una zona limitata, sono fondamentali per il calcio contemporaneo. Eppure c’è una cosa che a tutti sfugge. Questa idea specializzerà il calcio, lo farà diventare una scienza, però bisognerà fare i conti coi suoi limiti sensibili e cognitivi del se stesso e dell’esterno. Qualunque evoluzione esso porrà, è e sarà strettamente legata alla società. Comunque, per quanto concerne il gioco, il passo aggiuntivo potrà essere il controllo della pressione, il controllo dello spazio, riportando lo sviluppo cognitivo e sensibile dentro i confini del campo di pressione. Questo darà maggiore controllo delle loro funzioni ai giocatori, che sapranno muoversi con dinamismo (esempio contro-movimenti) e minore timore di perdere il possesso della palla. Ciò diverrà accettabile per i tecnici, perché queste caratteristiche saranno applicate nello spazio e nella pressione da loro circoscritti. Dunque, diverranno studiabili e, per effetto, classificabili e normalizzate.
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