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Ancora Igor: "Firenze i fiorentini sono unici. Vi racconto il doppio passo fatto..."

In un'intervista rilasciata ai media ufficiali del club Igor si è raccontato sotto tanti aspetti

13.04.2022 12:20

Un momento d'oro per il difensore brasiliano, una delle più belle rivelazioni della Fiorentina di Italiano.

Ai media ufficiali del club, Igor, si è raccontato in una lunga intervista.

Ecco un'altra parte del “One On One”:

Sul rapporto con i tifosi: "Giuro che non ho mai visto una cosa così. E’ diverso. Sono molto felice a Firenze. Quando arrivi a Firenze e vedi come i tifosi ti fanno sentire importante, è una cosa diversa. Puoi giocare ovunque, ma quando sei a Firenze e giochi nella Fiorentina è un qualcosa di diverso. Quando vengo alla partita, quando mi alleno, vedo i tifosi che salutano, che abbracciano, che vogliono le foto. E’ un qualcosa di diverso a Firenze. Sono molto felice del rapporto con i tifosi e con la città di Firenze, sono nel mio cuore".  

Sul proprio ruolo: “Non ho sempre fatto il difensore. Fino ai 16 anni giocavo a centrocampo. Poi un allenatore mi ha messo una partita da difensore centrale. Ho fatto una grandissima partita e non mi ha più fatto tornare a centrocampo”.

Su Dio: "Per me Dio è tutto. Questo l’ho imparato da mio padre e dalla mia famiglia. Penso che senza Dio nessuno sarebbe niente. Mio padre fin da piccolo mi ha insegnato di pregare sempre, di essere sempre grato a Dio per tutto. Dico sempre che se sono qui a Firenze è prima di tutto grazie a Dio, e poi grazie alla mia famiglia. Do tutto a Dio, e lui mi fa vedere la strada che devo seguire. Senza di lui non sarei niente".   

Sul “FOR HERE”: "Questo me lo ha fatto imparare Duncan. E’ una frase presa da una canzone del Ghana. E a me piace tanto la musica del Ghana, e come ballano. Lui una volta mi ha mostrato questa canzone e il gesto (un dito che punta verso il basso, ndr) e poi abbiamo iniziato a farlo sempre. Abbiamo un saluto che finisce con ‘For Here’. La canzone si chiama ‘Na Today’ di Okese1". 

Sui sacrifici fatti: “Questo mi rende orgoglioso. Sono cresciuto in una città piccola, nessun altro nella mia città è diventato calciatore professionista. Ho passato tante difficoltà nella mia vita, ma come ha sempre detto mio padre, se hai un sogno nella vita devi andare, devi lottare”. 

Sul doppio passo fatto contro la Salernitana: "Ho fatto quel doppio passo con la Salernitana… Non lo so cosa volevo fare (ride, ndr)! Ho a fare i doppi passi, all'inizio non c'era nessuno, poi è arrivato l'avversario e mi ha preso la palla. Meno male che la palla è uscita… Ma dopo il Mister, Torreira, Callejon, Milenkovic iniziato, un po' tutti hanno ad urlare contro di me: 'Cosa stai facendo!?' E io dentro di me pensavo: 'Mamma mia cosa ho fatto…' All'inizio i tifosi facevano 'Ooooh!' poi ho perso la palla e tutti: 'Ma che fa!?'. Qualche giorno dopo mi chiama il Mister. in allenamento e mi dice, scherzando: 'Se lo fai di nuovo non giochi più'. Io gli ho detto che non l ‘avrei fatto, e lui mi ha risposto che scherzi a parte avevo giocato bene e che dove piùvo continuare così. Succede, in quel momento lo so che non devo fare quello a centrocampo. E ’

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