Obiettivi, progetti e quei valori alla base del calcio giovanile. Di tutto questo e molto altro, Lorenzo Bosi, presidente della Rondinella Marzocco, una delle realtà sportive più importanti di Firenze, ha parlato a FiorentinaUno. Un’apertura della Fiorentina verso le società sportive del territorio sarebbe importante? “Lo abbiamo invocato più volte. Spesso alcuni talenti, nati e cresciuti in Toscana o addirittura a Firenze, sono stati presi da altre squadre e da lì si sono affermati. Pensiamo a Tonelli che militava nella Settignanese. Con la nuova proprietà? C’è stato un contatto. Vogliamo provare a trovare delle sinergie. Abbiamo invitato alcuni della società ad una cena sociale alla Rondinella, era ottobre ma i tempi erano troppo ravvicinati e non potevano. Con la Fiorentina abbiamo comunque un buon rapporto ma non strutturato, come con l’Empoli con cui abbiamo una collaborazione dal lato tecnico”. Obiettivi sportivi? Sono in cantiere interventi sugli impianti? “Per la Prima Squadra l’obiettivo è salire di categoria. Allievi Regionali, di Merito e Giovanissimi Regionali invece puntano a mantenere la categoria. Il campo? Vogliamo realizzarne uno nuovo in sintetico rinnovando anche gli spogliatoi”. Le società sportive sono un punto di riferimento per le comunità locali. Pensiamo ad una zona come questa, Ponte a Greve, o l’intero territorio di Isolotto e Legnaia. “Sono rimaste l’unico punto di riferimento. Lo sono perché trasmettono ai giovani un sistema di valori. Ma non solo per i giovani. Sono un polo di aggregazione anche per gli anziani che possono impiegare il loro tempo per aiutare gli altri”. La gestione delle società sportive diventa però sempre più complessa e la differenza tra il professionismo e il mondo dei dilettanti si allarga. “I problemi sono dovuti al doversi autofinanziare. I sostegni da parte degli sponsor spesso sono ridotti. La nostra ricchezza sta in quella rete di persone che attraverso il lavoro volontario riescono a far andare avanti tutto”. Un progetto in cantiere? “Stiamo studiando qualcosa di innovativo che permetta una maggiore integrazione tra tifosi, allenatore, Prima Squadra. Si tratta – ma è in divenire – di un sistema di azionariato diffuso. Vogliamo migliorare anche l’interazione tra tesserati, dirigenti e giocatori. Per esempio prima delle partite si potrà fare domande dirette all’allenatore sulla formazione e confrontarsi”. Articolo di Lorenzo Somigli.
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