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FIORENTINA, L’analisi tattica in 4 punti

Tra il catenaccio del Milan di Nereo Rocco e quello della Fiorentina di Beppe Iachini c’è una sola differenza. Questa differenza sta nell’approccio allo stile di gioco. Il Milan era convinto del sistema usato dal proprio allenatore. I calciatori rossoneri si trovavano a loro agio. La Fiorentina è sembrata, durante tutta la stagione, forzata, spaventata e, al contrario, senza alcuna convinzione. La psiche, ce lo insegna anche Udo Lattek, rappresenta il baluardo del sistema di gioco. La Maquina, cioè il Grande River, veniva chiamata così, perché i giocatori vi erano totalmente abnegati. Possiamo riassumere in quattro punti la partita che la Fiorentina ha disputato ieri:

  1. Pulgar: corre a casaccio, lasciando scoperta la zona centrale del campo. Più precisamente: si allarga o a destra o a sinistra per aiutare la mezz’ala. Il problema è che lascia la zona davanti alla trequarti sguarnita. Il terzo di difesa, o terzino, che, in teoria, dovrebbe occupare quella zona, non lo fa.
  2. Chiedetelo a Bergomi: “Se non ci arrivo io, non deve arrivarci neanche lui”. Dunque, la marcatura a uomo. Non bisogna osservare la palla, ma dove va a finire o, detta meglio, a chi va a finire. I difensori della Fiorentina guardavano solo il pallone. Persino la linea difensiva di Sarri, che non marca a uomo, dà sempre un’occhiata alle sue spalle. Così da poter compiere il movimento con cui trarre in fuorigioco l’attaccante avversario.
  3. Troppi giocatori nella zona del pallone. Nessuno che dia verticalità. Pep Guardiola sulle fasce usa un rombo, ma un rombo che ruota, che accerchia l’avversario. Nessuno che tenti un passaggio filtrante. Insomma, nessuno che pensi. Johan Cruijff spiegava ai suoi giocatori: “Dal centrocampo in su, come quando giocavo io: si usa la testa”.
  4. La rotazione: il terzino non usciva. Dunque, per ovviare al vuoto lasciato da Pulgar, il centrocampo avrebbe dovuto ruotare. Quando la palla era sulla fascia opposta alla loro, Bonaventura e Castrovilli dovevano rimanere vicini al mediano cileno. Molti pericoli sono arrivati per colpa del malfunzionamento del centrocampo. Jurgen Klopp, per dire, usava e usa il gegenpressing (o contropressing) per togliere la possibilità agli avversari di puntare la zona centrale del campo. Quella lasciata incustodita durante tutto il match contro il Crotone.

Ecco qui esposto il riassunto della 38esima giornata tra Crotone e Fiorentina.

Manuel Cordero

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