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Parla l’ex moglie di Pin: “Gesto plateale per la persona che era. La modalità non mi torna…”

Elena Fabbri, ex moglie di Celeste Pin ha rotto il silenzio in merito alla scomparsa della bandiera viola. Di seguito le sue parole a Firenzedintorni.it.

Le dichiarazioni dell’ex moglie di Celeste Pin

“Celeste e io avevamo ritrovato una forte sintonia familiare già da circa un anno. Parlo di una vera e propria coalizione affettiva, soprattutto per i nostri figli. Avevamo programmi, progetti, perfino atti notarili da definire insieme. Dovevamo ancora fare molte cose, io e lui.”

Lui come stava?

“Celeste conviveva con una patologia. Una patologia che nasceva con lui, che era parte di lui. Si è manifestata durante la nostra vita insieme, nel percorso che stavamo facendo come coppia e come genitori. Abbiamo affrontato il problema seriamente, prendendo provvedimenti medici. Celeste ha sempre curato questa sua condizione con maniacale attenzione, proprio perché non voleva apparire diverso agli occhi di chi lo amava, degli amici, dei colleghi. Ci teneva molto alla sua immagine. Era anche vanitoso, in un certo senso.”

Quindi non aveva mai manifestato segnali preoccupanti?

“Durante l’anno aveva solitamente due episodi depressivi molto forti, sempre nei cambi di stagione – in genere a novembre e marzo. Li conosceva bene, li anticipava. Appena sentiva i primi segnali, contattava il medico e cominciava una terapia con antidepressivi molto potenti per 15-20 giorni. Era un modo per riportarsi in equilibrio, per affrontare la vita esterna con il suo consueto aplomb. In quei giorni cercava di ridurre al minimo gli impegni, di non mostrarsi troppo.”

Bandiera Fiorentina (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images via One Football)

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E poi? Per questo nutre dei dubbi?

“Poi tornava, pienamente, con tutta la sua energia, il suo spirito imprenditoriale, la sua bontà. Aveva una sensibilità speciale verso i più fragili, probabilmente anche perché lui stesso era toccato da questa condizione. Per questo, la modalità della sua morte non mi torna. Non era da lui. Celeste aveva sempre dei farmaci a portata di mano. Se proprio avesse voluto fare un gesto estremo, perché scegliere una via così teatrale? Non era da lui. Non amava le piazzate. Non ce la faceva a vivere nella teatralità, voleva mantenere il controllo.”

Quindi sapeva gestire i momenti difficili? 

“Lo conoscevo bene. Sapevo leggere i suoi momenti di tensione anche solo da un tremolio alle mani, o da un abbassamento della palpebra. Ma non urlava, non perdeva il controllo. Era un uomo misurato. Per questo, vedere quel che ho visto mi ha scioccata. Un gesto così plateale non era compatibile con la persona che ho conosciuto. Se fosse stato un blackout depressivo, lo potrei anche comprendere. Ma perché farlo in quel modo, quando sapeva bene quali farmaci usare? Era pienamente consapevole che con 10 di quelle compresse avrebbe potuto spegnersi, in silenzio. Ma non l’ha fatto. E mi viene da dire un’altra cosa”

Gaia Turati

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