Albert Gudmundsson (Photo by Timothy Rogers/Getty Images via One Football)
C’è un prima e un dopo per Albert Gudmundsson. L’annata al Genoa era stata straordinaria, con quattordici gol in campionato. Uomo simbolo, tanto che la piazza non era stata contenta del suo addio . L’islandese aveva concluso con 37 gare e 16 reti, due su due in Coppa Italia, tanto da essere uno degli uomini mercato dell’intera Serie A.
Diverse società avevano chiesto informazioni, come la Fiorentina che poi ha sfruttato l’essere già un pezzo avanti proprio grazie alle discussioni invernali con il Genoa. Un’altra squadra molto interessata all’islandese era l’Atalanta che, vista la situazione Lookman-Inter, aveva sondato il profilo di Gud. Alla fine l’ha spuntata la Viola, ma è rimasta ‘scottata’ dalle prestazioni del classe 1997. Il vero e proprio alibi è da riportare ai problemi di giustizia per la presunta “cattiva condotta sessuale”: processo che alla fine lo ha visto assolto dall’accusa, ma con grandi difficoltà dal punto di vista psicologico e, probabilmente, tecnico.
Il pessimo inizio di annata della Fiorentina non aiuta. L’islandese è stato spesso relegato in panchina, con pochi minuti giocati, almeno finora. Difficile far la differenza quando il tuo posto è la panchina, figuriamoci per chi era abituato a essere (quasi) intoccabile.
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