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VIOLA, Commisso:”Il mio scopo nel calcio non è quello di fare soldi”

Il patron della Fiorentina Rocco Commisso è stato intervistato da Forbes, noto magazine statunitense, nella quale ha voluto parlare anche del suo progetto per la Fiorentina: “L’obiettivo iniziale è fare meglio rispetto allo scorso anno. Mi piace l’idea di essere diverso da tutte le mie conoscenze che hanno investito nello sport in Italia e in Inghilterra, nessuna delle quali può vantare il mio stesso background. Ho passato molto tempo a giocare a calcio e me ne occupo da 60 anni. Investire è per lo più questione di passione. Il mio scopo nel calcio non è fare soldi. Non voglio di certo perderli, ma non sono qui come uomo d’affari che vuole monetizzare l’operazione. Sono qui soprattutto perché è il mio modo di restituire a questo gioco e all’Italia ciò che il calcio mi ha dato. Potrei investire altri soldi senza difficoltà per comprare più giocatori, ma se non sono autorizzato a farlo, che senso avrebbe? Chiaramente, se abbiamo un vincolo sugli investimenti in base ai ricavi che generiamo, dobbiamo trovare altri modi per alimentare maggiori entrate. Uno dei problemi che abbiamo riscontrato è che la Fiorentina ha una grande quantità di giocatori ma non necessariamente la giusta qualità. Quindi dobbiamo darci un gran daffare per essere sicuri di vendere, prima di acquistare. In riferimento alla Serie A, non stiamo andando bene. I ricavi totali della massima divisione italiana sono circa un terzo rispetto alla Premier League. Siamo il quarto campionato in termini di fatturato, dietro Inghilterra, Germania e Spagna. Al di fuori della Juventus, non esiste un club italiano che produca 300 milioni di dollari di entrate all’anno. I 20 club della Premier League invece generano (a livello aggregato) 5,4 miliardi di dollari. Significa che club come il Manchester United possono contare su 600, 700, 800 milioni di dollari entrate. Questo li mette nelle condizioni di comprare il mondo intero. Il mio compito è cercare di aumentare i nostri ricavi, il che va di pari passo con il volume delle sponsorizzazioni e dei ricavi commerciali. Ci sono alcune cose che potrebbero essere fatte subito. Per esempio qualificarsi per la Champions League. Ma è comunque un mercato competitivo. Quindi a distanza di un mese, penso che dovrò darmi un bel daffare per essere in grado di cambiare le cose radicalmente. Se mi date tempo, ce la farò”

Redazione

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