Sul Corriere della Sera, l’articolo di Mario Sconcerti. Il giornalista analizza la vittoria della Juventus per 0-1, grazie alla rete di Dusan Vlahovic, nel derby col Torino.
Si legge, Sconcerti fa i complimenti ad Agnelli; perché il presidente bianconero, dopo la sconfitta in Champions League, ha usato il pugno di ferro con calciatori e staff juventino.
Mentre, per Rocco Commisso, l’editorialista ha qualcosa da ridire. Quando le cose non vanno, secondo lui, il Presidente della Fiorentina se la rifà coi giornalisti e non si prende colpa alcuna.
Ecco, inoltre, un estratto dell’articolo:
“Agnelli ha usato parole dure, ha parlato di vergogna e di responsabilità, della necessità di uscire insieme dal momento. Ha tolto l’alibi a giocatori e tecnico assumendosi i rischi del futuro. Questo è un comportamento da antica grane società. E’ coerenza nell’epoca dei social, una contraddizione in termini che da qualche parte andava comunque ripresa. Sono parole dovute, non nuove, che oggi non si dicono più. Non le ha mai dette Zhang, le ha fatte dire nel suo modo felpato e inutile a Marotta. Non le ha mai dette Friedkin, che le lascia dire a Mourinho confondendo i ruoli. Non hanno mai parlato né Elliott né Cardinale. Commisso quando parla non la fa mai sui problemi della squadra, ma su quelli con la stampa. Nessun presidente si prende colpe, per questo quando uno lo fa porta rumore e conseguenze”.
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