Prandelli%3A+%26%238220%3BAbbiamo+i+migliori+allenatori+al+mondo%26%238230%3B%26%238221%3B
fiorentinaunocom
/news/204215324166/prandelli-abbiamo-i-migliori-allenatori-al-mondo/amp/

Prandelli: “Abbiamo i migliori allenatori al mondo…”

L’ex allenatore della Fiorentina, Cesare Prandelli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport, parlando ovviamente del suo trascorso a Firenze e degli allenatori italiani del momento.

Queste le sue parole:

Abbiamo sempre i migliori allenatori al mondo?

“Siamo giudicati dai risultati: allora la risposta è sì. La scuola di Coverciano è stata un punto di riferimento, poi con la globalizzazione lo scenario è cambiato, non ci sono più scuole nazionali ma tutti fanno tutto. Però gli italiani hanno mantenuto la loro prerogativa: va bene schemi e sistemi, ma hanno un pensiero elastico, sanno sfruttare le caratteristiche dei giocatori. Ma non nel calcio giovanile. Da 8 a 15 anni. I giovani devono essere liberi. Oggi non abbiamo più centravanti e dicono che la colpa è degli stranieri. Ma quando mai. Il problema è che ci sono allenatori un po’ psicopatici che sgridano il bambino se tenta un dribbling, gli chiedono di fare la sponda e di giocare con la squadra… è come se un maestro cercasse di insegnare fantasia e imprevedibilità a un artista. Il maestro non deve limitare, deve far crescere”.

Tra i grandi non è così?

“Per fortuna. Il pensiero non è radicale. I giovani arrivati in alto sono cresciuti con idee interessanti. Una volta Sacchi creava problemi: non lui, un visionario, il più grande, ma chi voleva copiarlo. E sa cosa è successo? Sono scomparse le mezzepunte”.

Dionisi ha ricevuto un’eredità impegnativa da De Zerbi.

“Dionisi l’anno scorso ha fatto benissimo nel Sassuolo e anche quest’anno ha superato brillantemente qualche problema, in particolare l’assenza di Berardi. Non si fossilizza su un sistema, cambia se serve”.

Per stile non somiglia un po’ a Prandelli?

“Mi piace come si presenta. È equilibrato. Commenta con onestà le partite, dice cose interessanti, si prende le responsabilità. Per far bene deve avere il Sassuolo al completo per poi scegliere i 13/14 titolari. Senza Berardi gli manca quello che dribbla, cambia fascia, lancia da quaranta metri. Per fortuna nessuno da bambino gli ha detto “non dribblare”. Pensi al Milan senza Leao: quando parte non c’è uno schema, lui libera la sua corsa e travolge gli avversari. Bravo Pioli ad esaltarlo”.

Thiago Motta è stato un suo giocatore: era già un tecnico?

“Thiago meritava 10 per personalità. Non aveva mai bisogno di alzare la voce. Vede il gioco come pochi, ha coraggio nei cambi, valorizza i giovani”.

Non le sembra che nello Spezia si capisse poco il suo gioco?

“La traccia era quella: verticalizzazioni, triangolo che ruota con gli esterni. Se però non hai tanti giocatori adatti fai fatica a esprimere certe idee. Thiago è un allenatore fatto e finito. Ha preso qualcosa dai suoi tecnici, forse anche da me, ma i grandi come lui non copiano: elaborano con personalità. “Rubano” per essere sé stessi”.

Palladino: al debutto contro la Juve sembrava allenasse il Monza da anni.

“Bravi i dirigenti, hanno capito che era pronto. A volte i campionati giovanili sono più impegnativi. Ha preso in mano una squadra in una situazione mentale pessima, ha proposto nuove soluzioni e dato tranquillità. Molto maturo”.

Dicono: non ha fatto gavetta.

“Ha subito messo in pratica le sue idee non banali. A chi dice che ha fatto poca gavetta rispondo che basta un anno. E si vede che Palladino studia da come cambia gioco in partita e ruoli ai giocatori. Tutti ne possono ricoprire più di uno: Jorgensen, nella mia Fiorentina, ha fatto tutto tranne il portiere”.

D’accordo nel pensare che il giovane che oggi fa da punto di riferimento è De Zerbi?

“Lui ha qualcosa di speciale, s’era visto nel Benevento il cambio radicale. Il suo calcio è propositivo, collettivo, entusiasmante. Da grande club. Ma Thiago, Palladino e Dionisi hanno dato una bella organizzazione a Bologna, Monza e Sassuolo. Il che significa che tutti i giocatori sanno cosa devono fare, lasciando la fantasia a chi ce l’ha. È quello che ha fatto meravigliosamente Spalletti al Napoli: è sempre stato bravissimo, qui ha avuto i giocatori perfetti per esaltare il suo calcio”.

Luca Gurrieri

Recent Posts

Galloppa chiama la Fiorentina, l’ex tecnico viola vuole la giovane stella

Il mercato della Fiorentina non si ferma alle operazioni in entrata. La società viola continua…

7 ore ago

Farioli-Fiorentina, tutto svelato: il retroscena lascia di stucco

La storia recente della Fiorentina è raccontabile tramite i diversi cambiamenti in panchina e da…

12 ore ago

Mastantuono dribbla tutti, Antognoni svela: “Potevo andare alla Roma”

La Fiorentina si gode Franco Mastantuono, protagonista di un avvio di stagione che lo ha…

13 ore ago

Niente da fare per Vanoli, tornerà solo nel 2027

La Fiorentina di Paolo Vanoli dovrà ancora aspettare prima di poter riabbracciare uno dei suoi…

14 ore ago

Mastantuono e Dragusin, così sono cambiati dalla prima all’ultima giornata: i numeri evidenziano la crescita

Cinque giornate possono essere sufficienti per raccontare due storie molto diverse. È quello che è…

14 ore ago

Fiorentina, Vanoli studia i giovani e costruisce la sua squadra: così prepara la nuova Viola

La sosta delle Nazionali ha lasciato il Viola Park più vuoto del solito, ma per…

16 ore ago