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PAGELLE F1, È sempre la stessa Viola: una non-mediana, un non-attacco e la solita arrendevolezza

Mentre si parla di tutto, fuorché dei risultati, la Fiorentina colleziona l’ennesima figuraccia. E pure il Benevento viene a dettare calcio al Franchi. Le pagelle di FiorentinaUno.

Dragowski 6. Sostanzialmente inoperoso nella prima metà della gara. Non può nulla sulla rete di Improta, che non poteva che segnare la prima in A proprio alla Viola. Successivamente tiene in piedi la baracca pencolante della Fiorentina con parate perfette, come al minuto 82 sulla punizione di Lapadula. Misericordioso. Milenkovic 5. Non è un terzino e si vede. Non spinge e copre peggio del solito. Straniato. Pezzella 6,5. Insieme a quel san Bartolomej tiene a galla la squadra. Blocca un tentativo pericoloso di Sau al 16′, In cinque minuti salva due volte la squadra dal raddoppio. Uomo della Provvidenza. Igor 6. Torna titolare nella difesa viola e non sfigura nella generale sonnolenza del primo tempo. Senza infamia e senza lode. Sost. al 56′ Lirola 6. Entra e si arrabatta. Da segnalare una sua progressione offensiva da cui scaturisce un ottimo cross che Dusan, non a caso, spreca. Non negativo. Biraghi 3. Parte propositivo come sempre sulla fascia. Hetemaj lo stende con un fallo a gamba tesa, evidente ma non abbastanza per l’arbitro. La botta forse lo rintontisce tanto che il suo tiro al 21′ è una metafora di questa stagione. Mentre ancora guarda nella Ionosfera, commette un errore madornale, Insigne gli scippa il pallone e imbecca Improta. E prova pure a ripetersi al 79′ regalando palla a Insigne in area piccolo. Disastroso. Duncan 5,5. Dentro all’ultimo per un acciacco a Jack. Restituisce con gli interessi le botte prese dai commilitoni ma non può, per ovvi motivi, costruire gioco. Boscaiolo. Sost. al 56′ da Pulgar 5. Lineare, che dovrebbe essere un complimento ma non per chi dovrebbe, quanto meno, avviare l’azione con geometrie un pochinino più complesse del passaggio, appunto, lineare. Senza idee. Amrabat 5. Reduce da una prova convincente con la Nazionale, gioca davanti la difesa come al tempo di Verona. Solo che si volta di lato e non c’è Veloso ma il buon Duncan. Non produce alcunché di significativo. O è ancora a Verona o è ancora in Marocco. Sost. al 72′ da Borja Valero 5,5. Con lui Prandelli si gioca l’ultimo cambio nella vana speranza di invertire la rotta. Prova per quanto possibile a dare ordine e idee alla non-mediana. Nemo propheta in patria. Castrovilli 5. In posizione avanzata, dove sa far male. I giallorossi lo picchiano come mastri ferrai dall’inizio facendogli perdere lucidità. Per poco sfiora la rete del pareggio sulla ribattuta all’82’ ma proprio l’ex Maggio, non a caso, salva tutto. Involuto. Kouame 4,5. Non segue le disposizioni di Prandelli. Non attacca la profondità. Non salta l’uomo. A un anno dall’intervento al ginocchio non è ancora tornato la gazzella rimirata sotto la Lanterna. Non ci siamo. Sost. al 56′ da Cutrone 5. Anche a questo giro dalla panchina, senza apportare nulla di significativo. Lo vedremo mai titolare? Ribery 5,5. Prima Glik e poi Letizia si incarica di tormentarlo di botte impedendogli di essere lui. Costretto a uscire per infortunio. Non la sua miglior prestazione ma si ripropone il problema della sua fragilità che Prandelli dovrà prendere di petto. Talento di cristallo. Sost. al 44′ da Saponara 5,5. Si rivede con la Fiorentina dopo la lunga circumnavigazione della Serie A alla ricerca del sé perduto. E non ancora ritrovato. Lost. Vlahovic 5. Cambia il modulo ma la sua prestazione non migliora. Caldirola ha giuoco facile con l’evanescente Dusan. Riesce a sparare su Montipò il bel cross di Lirola. Inesistente. Prandelli 5. Primo tempo sonnolento, iachiniano, ma la squadra rimane negli spogliatoi ed ecco fatta la frittata. Un esordio incerto era prevedibile ma non così drammatico. Alla fine il passivo di 1-0 è anche generoso. Ma chi te l’ha fatto fare?

Lorenzo Somigli

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