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Iliev: "Jovic è uno che si nasconde ma fa gol; Vlahovic..."

Queste le parole dell'ex direttore sportivo del Partizan che parla dei serbi in viola tra cui Jovic e dell'ex Vlahovic

Ivica Iliev, ex direttore sportivo del Partizan, ha parlato dei giocatori serbi che militano nella Fiorentina: "Inizio duro della Fiorentina, pensavo ad una partenza migliore perché la squadra è buona, dipende da tante cose però c'è tempo per riconquistare i punti e puntare alla posizione migliore. Milenkovic? E' stato bravo a firmare il nuovo contratto, bravi tutti. A volte accade che dopo un rinnovo i tifosi si aspettino ancora di più ma questo non è il tennis, dipende tutto dal collettivo. Spero che lui cresca ancora. Ancora è giovane, ora c'è il campionato del mondo ed è il miglior difensore in Serbia perciò c'è molta attesa e magari dopo torneranno ad arrivare le offerte".  

Via Vlahovic dentro Jovic? "Sono attaccanti diversi. Dusan era giovanissimo quando lo portai in prima squadra, Luka ha fatto bene all'Eintracht poi ha avuto un paio di difficoltà al Real. Avendo segnato nella prima gara pensavo facesse di più invece è calato come tutta la squadra. Rispetto a Dusan ha bisogno dalla squadra, aspetta i cross. Se gioca bene la squadra gioca bene anche lui e viceversa. Passo indietro per lui? Parliamo di un giocatore giovane che tutto quello che li circonda li può condizionare. Però tutte e due hanno carattere e personalità e possono uscire dalle difficoltà. Jovic è una prima punta ma quando sei attaccante dipendi dai giocatori intorno a te. Dusan è uno che spinge per essere protagonista, Luka invece sta nascosto durante la partita ma è uno che sa comunque segnare, tutto dipende da tutta la squadra. Poi dipende dall'allenatore il modulo e un giocatore che fa bene con uno può non fare bene con un altro, poi arriva un terzo... Solo i più grandi giocano bene con tutti e loro devono arrivare a quel livello".

Terzic? "Piano piano si è fatto vedere. Mi auguro che faccia bene, quando sei giovane se fai bene tutti parlano bene di te ma alle prime difficoltà tutti ti mettono in discussione. Sta alle società proteggere i giovani e spingerli a fare di più".

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