Nella lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, traspare tutto l’amore che Sebastien Frey (che a fine ottobre verrà inserito nella Hall of Fame del club) prova per Firenze e la Fiorentina. Amore e una speranza: quella di tornare in viola, come dirigente. Ecco alcuni passaggi.
Sugli ex giocatori come dirigenti.
“Gabriel ambasciatore nel mondo sarebbe l’ideale, anche se devo dire che non capisco l’addio di Antognoni. Lui è la Fiorentina. Da parte mia i dirigenti lo sanno, io per la Fiorentina ci sarò sempre. Sarebbe l’unica società che mi potrebbe far rientrare nel calcio”.
Addio dopo lo scontro con Corvino.
“Con me fu sleale, avevo appena gridato forte il desiderio di chiudere la carriera alla Fiorentina, ma mi affiancò un portiere (Boruc, ndr) per disturbarmi anche umanamente. Dicevano che ero rotto. Mi sono sentito un peso”.
Fiorentina di Italiano.
“Ne parlo poco volentieri perché Vincenzo è un amico, abbiamo giocato insieme a Verona. Mi limito a dire che ha tutte le possibilità di aprire un ciclo fortunato come fece Prandelli. Ci vorrà pazienza però perché perdite come quella di Vlahovic non sono banali”
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