Solo tre anni fa, un suo lampo decideva una finale di Conference League. Oggi, per Nicolò Zaniolo, la realtà è ben diversa, come sottolinea Il Corriere dello Sport – Stadio nel commentare le sue ultime, difficili, settimane fiorentine. Il culmine, probabilmente, è rappresentato da quei pochi, anonimi minuti contro il Betis, un’apparizione quasi impalpabile.
La squalifica in campionato lo terrà forzatamente lontano dal campo per le prossime due gare, ma persino l’ultima partita con l‘Udinese appare come un’occasione ormai tardiva per lasciare un segno tangibile. Le opportunità, seppur non innumerevoli, gli sono state concesse: tredici presenze con la Fiorentina, quattro da titolare, per un totale di 462 minuti sul terreno di gioco. Firenze, che avrebbe potuto rappresentare un’oasi di rinascita, si è invece rivelata l’ennesimo specchio impietoso, riflettendo l’immagine di un calciatore che sembra aver smarrito la brillantezza dei giorni migliori.
L’investimento complessivo per Zaniolo, con un prestito oneroso di 3,2 milioni, avrebbe potuto sfiorare i 19 milioni di euro. Cifre che, messe a confronto con il rendimento sul campo, non lasciano spazio a interpretazioni e precludono qualsiasi margine per una trattativa volta a ridimensionare le pretese del Galatasaray. Il classe ’99 farà dunque ritorno in Turchia, dopo aver visto svanire la doppia chance offerta da Atalanta e Fiorentina, restando in attesa, forse, di una nuova chiamata dal calcio italiano.
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