Il giornalista Stefano Cappellini ha analizzato il momento della Viola, all’interno del suo editoriale su La Repubblica Firenze.
Un anno di buoni propositi viola. Siccome l’ultima parte del 2024 è stata bella, ecco i nostri impegni per essere ancora più virtuosi nel 2025. Giuriamo di essere pazienti se Ikoné dribbla due avversari e poi crossa sullo stinco del terzino. Promettiamo di accettare altri sei mesi di Kouamé come vice centravanti anche se la sua missione nella vita è un’altra.
Aspetteremo con fiducia che Pongracic torni in campo e dimostri di valere 16 milioni e, sia chiaro, non crediamo a una parola di quanti raccontano che Corvino ce lo ha venduto in autogrill dentro una confezione che sembrava nuovissima. Non diremo una parola se Biraghi vuole andar via perché non gioca, e nemmeno se Christensen volesse restare per lo stesso motivo. Garantiamo alla buoncostume, per i laici, e al parroco, per i credenti, che mai più ci scapperanno quelle espressioni forti quando Colpani viene servito bene in area e non stoppa il pallone, o se lo allunga, o se lo dimentica. Dice: però il ragazzo si sacrifica tanto. E fallo pure essere pigro. Questo 2025 si annuncia un anno pieno di riscatti, obbligo o diritto conta poco, è il sostantivo che conta: riscatto.
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