Il decadentismo lascerà spazio a “l’esprit de vie”. Scolpirà nuovi idoli, nuovi ideali figli di una forza distruttrice. Non si allontanerà dal passato, ma almeno farà il tentativo di dare energia, slancio. Una freccia che disegnerà un arco nel cielo. Seppur un giorno cadrà. La Fiorentina mantiene gli strumenti coi quali essere riconoscibile. Non puoi vivere in un tempo a parte, dove non viene perpetuata, almeno, una misera dose della morale sociale indottrinata ed educata. C’è, dentro questa proprietà, la voglia di irrompere e sgominare. Devastare. Rendersi temibile. Essere il terrore delle organizzazioni giurassiche. Sporche, vecchie e polverose. Talmente flebili e ossute dal poter essere spazzate via anche con un soffio. Ma si sa: più una figura è superflua e più è importante. Condotta e contro-condotta. L’abitudine nemica e amica che crea un appiglio ideale: sicurezza, protezione e paura. Questa sarà la techne della società gigliata: creare una forza accettabile e contraria. Antognoni ha tolto la maschera. Ha mostrato la sua vera natura, non di “bandiera” del popolo viola, ma di politicante esperto che vede tutto cadergli attorno e: “Roba mia vieni via con me”. Simbolo sì. Simbolo della decadenza e del pessimismo. Una poltrona che scotta, perché non ti ci puoi più sedere. Perché la demagogia non attacca. Infiacchito, infiacchisce pure la mente e assieme la scaltrezza. Ingordo e avaro. Il passato non è il presente. Vergognoso che Antognoni non voglia stare a contatto coi giovani. Forse perché essi sono repellente per zanzare. Zanzare che succhiano il sangue. Zanzare, poiché ce ne sono molte. Per questo la gioventù in Italia trova poco o nullo spazio? Si aspetta che “maturino”. Si aspetta che l’animale diventi bestia. Lo si addomestica.
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