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QUANDO PARLANO LE PAROLE…E NON I FATTI

“Federico adesso deve recuperare, il nostro staff sta lavorando per farlo tornare al top della condizione, speriamo che recuperi la migliore forma il prima possibile…”. Parole di speranza, quelle uscite dalla bocca di Joe Barone, braccio destro di Rocco Commisso, assalito dalla stampa al termine del lungo incontro con il padre di Federico Chiesa avvenuto nella tarda mattinata di ieri. Speranza che incute timore, soprattutto nei cuori dei tifosi viola, delusi non tanto dalle ultime prestazioni del numero 25, quanto da quella sua “disincantata” voglia di scendere in campo, lontana oggettivamente dalle prestazioni caratteriale della passata stagione e preludio di un addio prossimo e celato. Ci sono ancora due anni e mezzo di contratto in maglia Viola nel suo futuro, ma la mancata cessione di questa estate sembra davvero aver turbato il gioiello di casa Fiorentina. Dalla società si dicono tranquilli e sicuri – “va lasciato in pace, è fatto per giocare nel campo” – ha continuato Barone che, inevitabilmente, ripone le conseguenze di questa debacle semplicemente all’infortunio subito. Possibile? Forse, se non fosse per le parole uscite dalla bocca di Montella al termine della sconfitta di Verona. Parole chiare che giustificano l’esclusione dal primo minuto contro l’Hellas per fattori psicologici e non solo fisiologici. Parole alle quali lo stesso Barone non è riuscito ad esprimere motivazioni convincenti, se non un’ovvietà: “Se un giocatore non è al top non può entrare a dare il massimo…”. Gli esperti di mercato parlano di un futuro in bianconero già scritto, siglato in un accordo tra la vecchia società ed il padre/procuratore di Federico, che reputa la Fiorentina di oggi e le conseguenti ambizioni di classifica veri e propri limiti per la crescita del ragazzo. Un accordo spezzato dall’arrivo del magnate americano Commisso, che per mezzo di questo taglio netto ha regalato una gioia ai suoi tifosi e relegato Chiesa in una scelta non convinta. “Abbiamo preso un’apertura per il rinnovo” – ha raccontato il ds Viola, Daniele Pradè, sempre nella giornata di ieri. “Preso”? Un verbo che suona strano, una parola forse non appropriata, sicuramente non convincente. La soluzione? Sembra davvero essere solo una rivoluzione. Non sarebbe infatti sufficiente una crescita moderata per tornare ad essere protagonisti, ma una vera e propria svolta “fast fast fast” alla Rocco. Un taglio ancora una volta netto ma questa volta convinto e diretto ad allietare tifosi e Federico, contornandolo di una squadra tale da ambire ai vertici del campionato. Perché, possibile o meno, è proprio quando le parole non parlano chiaro che vanno sostituite con i fatti.

Alfredo Verni

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