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Franchi, l’Ordine degli ingegneri di Firenze si esprime sul piano antisismico

Gianpiero Porquier, coordinatore della commissione Protezione civile dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze, si è espresso in merito al piano antisismico preparato per lo stadio Artemio Franchi. L’agenzia di comunicazione gallitorrini.com ha riportato le parole dell’esperto.

Il punto sul restauro

Il restauro, deciso dal Comune proprietario dell’immobile, ha comportato l’adozione dei sistemi antisismici, non previsti nell’opera dell’ingegner Nervi. Il Comune commissionò nel 2017 lo studio al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale, i risultati furono consegnati nel 2023. Sulla base di questi studi e della notifica di bene di interesse storico-architettonico dello stadio pubblicata nel 2020, Palazzo Vecchio indisse nel 2023 un concorso per la riqualificazione dello stadio e delle aree circostanti del Campo di Marte. La gara fu vinta dalla società Arup Italia srl, che nel 2024 fu incaricata di eseguire il progetto esecutivo dello stadio compreso il miglioramento sismico dell’opera monumentale.

Tifosi Fiorentina Franchi (ph. FIORENTINAUNO)

Sul piano antisismico

Per la riqualificazione dello stadio si sono dovuti risolvere i problemi di degrado del cemento armato dovuti alla carbonatazione e ai cloruri, che hanno provocato il deperimento superficiale del calcestruzzo, oltre a consolidare con rinforzi strutturali alcune sezioni più critiche che, risultavano carenti (in particolare, i pilastri più corti e tozzi perimetrali al campo da gioco). Si è dovuto provvedere anche al miglioramento sismico dell’intera opera. All’epoca della costruzione Firenze non era zona sismica e la sua classificazione è iniziata dal 1 luglio 1982. Lo studio preliminare, redatto dalla Scuola d’Ingegneria, prevedeva il mantenimento e l’allargamento dei giunti esistenti con l’inserimento di smorzatori sismici, tenendo conto del buon comportamento della costruzione in quasi cento anni di vita. Nel progetto esecutivo, invece, si è scelto di solidarizzare una parte dei giunti lasciando lo smorzamento sismico ad apparecchiature idrauliche mobili (shock trasmitter). Questa scelta cambia il comportamento sismico globale della struttura, con un miglioramento del coefficiente di vulnerabilità sismica: dall’attuale 0,35 allo 0,6 finale. Valore ammesso nei miglioramenti statici degli immobili storici e degli edifici scolastici esistenti.

Rebecca Di Gregorio

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