Sulle pagine del Corriere Fiorentino, il giornalista Roberto De Ponti, ha commentato la situazione in casa Fiorentina.
Un divorzio dai contorni oscuri al quale tutti ancora cercano una motivazione valida. Il fondo della vicenda è il comunicato, che sfiora le minacce, firmato Curva Fiesole, dove chi si mette contro questa Curva non può che avere le ore contate. Avrebbe avuto tante occasioni per contestare squadra e società, la Fiesole, e probabilmente ha scelto il momento meno adatto. Sesta in campionato, record di punti degli ultimi dieci anni, un posto in Europa
Gli ultras viola voevano di più da questa stagione. La Fiorentina vale ben altri traguardi. Non ricordano, forse perché molti di loro non erano ancora nati, che l’ultimo scudetto risale a 56 anni fa. O che l’ultimo trofeo, la Coppa Italia, di anni ne ha fatti 24. E qui passiamo all’altro lato della medaglia: le lamentele da parte del presidente sul comportamento della Fiesole sono legittime, così come lo è il ricordare che ha preso una società sull’orlo della B e l’ha riportata stabilmente in Europa. Si certo, è il quarto anno consecutivo in Conference, ma è sempre Europa. I tifosi quando si sentono «traditi» si ribellano, ritenendosi parte attiva nella gestione di un club. Quantomeno nella scelta di un allenatore, di un direttore sportivo e di un direttore generale. Perché la Fiorentina è la Curva Fiesole
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