Pepito Rossi, in un’intervista a Radio Serie A, ha raccontato di quando Prandelli non lo convocò con la Nazionale per i Mondiali 2014, in cui l’Italia uscì ai gironi contro l’Uruguay. Di seguito le sue parole.
“Prima dell’infortunio a Firenze, stavo vivendo uno dei momenti più belli della mia carriera. Ero capocannoniere in Serie A, la Fiorentina era seconda, stavamo facendo una stagione bellissima. Poi arrivò l’infortunio a gennaio, restai fuori tre mesi e tornai per le ultime tre partite, giocando bene. Nel pre-mondiale in Brasile, Prandelli mi chiese come stessi. Gli dissi “Mister, la stupirò”. Facemmo tanti test, giocammo contro l’Irlanda, una partita che andò male, ma comunque mi sentivo sicuro di andarci ai mondiali.
Invece mi chiamò dentro lo spogliatoio per dirmi che non sarei rientrato nel gruppo finale. Ci rimasi molto male, salutai tutti velocemente, presi il primo aereo e tornai a casa. Cambiai i miei piani estivi per distrarmi e lì capii che non potevo abbattermi per le decisioni degli altri, per cose che non dipendevano da me. Ho imparato quindi a controllare le mie reazioni, ed è stata la ragione per cui ho voluto continuare gli allenamenti e continuare a giocare. Però sì, mi sentii tradito da Prandelli. Giocarti la carta di uno che magari non vedi bene al 100%, ma che ha tutto quel vissuto alle spalle, poteva essere una spinta in più per chi guardava l’Italia, oltre che per i miei compagni. Ma nulla, evidentemente lui la pensava diversamente. Ora l’ho superata, ma se ci ripenso il tradimento lo sento ancora.”
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