Intervenuto al Corriere dello Sport, Nicolas Burdisso ha detto la sua in merito alla situazione in casa Fiorentina, parlando dei suoi anni come DS della società gigliata:
Mi chiamarono Pradè e Barone, avevano bisogno di una figura tecnica, stavo valutando diverse offerte, avevo fatto tanto scouting. In quel periodo ho conosciuto Italiano, l’ho proposto subito. Quando sono arrivato, la Fiorentina stava lottando per non retrocedere, poi abbiamo intrapreso un nuovo percorso, abbiamo fatto diversi acquisti, alzando il livello tecnico. Sono stati tre anni molti importanti, abbiamo giocato quasi 60 partite a stagione. Sono andato via ma mantengo bellissimi rapporti […] La Fiorentina ha ancora margini di crescita, i prossimi anni saranno decisivi, il centro sportivo è qualcosa di unico in Italia. La piazza di Firenze è speciale, bisogna dare il 101 per 100. Credo che il percorso sia giusto, la Fiorentina si è fermata prima della finale di Conference e se avesse vinto a Venezia sarebbe ancora in corsa per la Champions. Presto arriverà anche lo stadio nuovo, c’è una società ambiziosa, bisogna fare i risultati per far quadrare i conti, ma questo loro lo sanno.
E’ uno dei più esperti dirigenti italiani, per me è stata una fortuna lavorare con lui. Mi ha dato tanta libertà sotto l’aspetto tecnico e gestionale della squadra, ero libero di scegliere. La gestione della squadra è una delle cose che so fare meglio, so cosa sono i mercati, le trattative, i giocatori mi riconoscono esperienza e carisma. Ma il rapporto con gli allenatori è il mio punto forte. Sono soli, vanno supportati. Sono contento per Italiano. La Coppa Italia è il giusto premio per la sua carriera, meritava un trofeo anche quando era con noi. In tre anni ha fatto una crescita pazzesca.
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