Daniele Pradè è al centro della contestazione che ha avuto luogo in questi turbolenti giorni di fine maggio in casa Fiorentina. Dopo le dimissioni di Raffaele Palladino, la Curva Fiesole si è espressa in modo chiaro su chi – a detta dei tifosi – è il fautore di questo progetto tecnico ritenuto scadente e poco ambizioso:
Stando infatti alla Repubblica, il messaggio della Fiesole ha certamente colpito il DS viola, che però – a differenza di Palladino – non ha intenzione di andarsene e lasciare il posto a qualcun altro: resta dunque operativo al Viola Park. Avanti tutta con la ricerca del nuovo allenatore che prenda il posto dell’ex Monza.
La notizia delle sue dimissioni pone fine a un rapporto che, solo pochi giorni prima, sembrava destinato a un lungo futuro. Il tecnico campano, infatti, ha rinunciato a un ingaggio di poco più di 1,5 milioni di euro e ha fatto un passo indietro rispetto al prolungamento dell’accordo fino al 2027, che era stato formalizzato addirittura alla vigilia della sfida contro il Betis Siviglia. Una decisione che sorprende per la sua rapidità e che apre scenari inaspettati sulla panchina gigliata. Palladino, dal canto suo, si è ritirato a casa, lasciando intendere che la sua scelta sia stata dettata da motivazioni interne o da un ripensamento sul progetto tecnico.
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