Rivangare troppo sul passato, specie se non esattamente positivo, non è mai utile. Bisogna trarre insegnamento, certo, non ripetere gli stessi errori. Ma poi serve andare avanti. In casa viola, l’arrivo di Gattuso rappresenta proprio questo. Reset. Anno nuovo, stagione nuova, e, si spera, Fiorentina nuova. Nuovo tecnico, nuove ambizioni. Zero polemiche. In riva all’Arno bisogna sfruttare l’entusiasmo ritrovato per innescare una nuova miccia che coinvolga tutto l’ambiente e rappresenti il vero anno zero dell’era Commisso. Se Montella è stato eredità della gestione passata, e Iachini e Prandelli sono arrivati in corsa, Gattuso è il primo vero allenatore scelto direttamente dal presidente. In comune hanno origini calabresi e tendenza a non mandarle troppe a dire, oltre a tanta energia e passione. Rino è sinonimo di progetto, di condivisione, di una Fiorentina che, finalmente, sembra muoversi verso una direzione comune. A rimescolare le carte in tavola ci penserà, come sempre, il mercato. Al di là di cessioni e arrivi, dei nomi e dei profili, l’auspicio di ogni tifoso viola è che si segua il progetto Gattuso e le indicazioni del nuovo tecnico. Con coerenza di progetto, funzionalità e unione di intenti, anche qualche sacrificio (come la tanto chiacchierata rivoluzione in difesa) non sarebbe poi un dramma se fatto sopra l’altare della unione e della coerenza. Per una Fiorentina che “ringhi” fatta ad immagine e somiglianza del suo tecnico
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