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Cecchi: “Italiano deve trovare le parole giuste per scrivere un gran finale”

Il noto giornalista Stefano Cecchi, sulle pagine della Nazione si sofferma su alcuni giocatori della rosa viola.

Le sue dichiarazioni

Pietro Terracciano, senza averne la consapevolezza, è un supereroe imprevisto della porta. Un apparente calciatore normale che, quando indossa la maglia della Fiorentina, si trasforma in un supereroe “Pietroman” con tanto di P gigantesca disegnata sul petto a identificarne la prodigio-sità. Il simbolo ideale di una squadra, la Fiorentina, che al suo interno non ha stelle da copertina ma tanti figli di un dio minore del calcio capaci di diventare per una sera supereroi, consentendo cosi alla squadra di compiere piccole grandi imprese insperate. Sottil, che dopo mesi di fuffa cosmica, prima col Sassuolo e poi col Bruges aveva con due gol di estrema bellezza iniziato a scrivere una nuova storia prima che un destino cinico lo fermasse con un infortunio alla spalla; o quella di Kouamè, che due anni fa durante il ritiro di Moena tutti trattavano con la sufficienza dell’insignificante e che invece oggi mister Italiano indica come l’uomo da avere al fianco nel momento della battaglia. Nzola, centravanti che sembrava smarrito e che invece con un suo gol e un rigore procurato (poi realizzato da Beltran) è stato l’uomo che ha permesso alla Fiorentina di accedere alla finale di Atene. Sì, la Fiorentina stagione 2023/204 è un compiendo di piccole storie rilegate insieme e divenute volume. Se Vincenzo Italiano trovasse poi ad Atene la parole giuste per interpretare al meglio la serata, sarebbe un libro con un bellissimo finale.

Cecchi su Castrovilli

Castrovilli non è più un ‘ipotesi di calciatore ma un’opportunità concreta in più per la rosa di Vincenzo Italiano e per il calcio. Un giocatore musicale come pochi, che ha saputo affrontare uno spartito intero di sofferenza senza mai una nota stonata prima di riaffiorare dal buio del nulla. «Rieccomi qua,è sembrato infatti dire con gli occhi ( dopo il gol contro il Verona )  con la voglia di dimostrare ancora qualcosa». Magari di nuovo a Firenze, chissà. Che nel calcio mai dire mai. Così dopo Sottil col Sassuolo e Nzola col Bruges, adesso Castro il ballerino che torna a volteggiare. A suggerire come la maglia viola sia il vestito ideale per le piccole grandi storie di riscatto e di rivincita. A me non pare cosa da poco.

Gabriele Fresa

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