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Agroppi: “Agli allenamenti la folla voleva picchiarmi”

Aldo Agroppi, ex allenatore della Fiorentina ha parlato del suo passato sulla panchina viola. Allenatore per due stagioni una nel 85/86 e l’altra nel 93 il tecnico attraverso i microfoni de La Repubblica ha voluto ricordare diversi episodi accaduti a Firenze.

 Ecco un estratto delle sue dichoarazioni: “Mi ricordo l’ultima partita sulla panchina della Fiorentina, come passa il tempo. Me la ricordo quella partita, perdemmo 3-0 contro la Juve a Torino. Il giorno dopo in conferenza stampa tutti i giornalisti erano pronti con taccuini a massacrarmi, invece io mi alzai in piedi, mi presi tutta la colpa, ringraziai la società, squadra e tifosi e me ne andai, lasciandovi a bocca aperta. La prima volta ero alla mia panchina in Serie A e i tifosi erano arrabbiati con me perché non facevo giocare Antognoni. Ero c’è un rapporto di cordialità con lui, ci facciamo gli auguri tutti gli anni. La mia famiglia non poteva nemmeno uscire di casa, aveva la polizia per strada. Agli allenamenti c’era la folla che mi voleva picchiare. Fortunatamente Passarella mi difendeva. Eppure, nonostante tutto, quell’anno arrivammo quarti. Oggi saremmo in Champions. Quelli che non giocavano mi odiavano. Un giorno Gentile fece un’intervista in cui disse che non lo facevo giocare perché io venivo dal Torino e lui dalla Juventus. Così quel giorno lo chiamai alla lavagna negli spogliatoi e gli feci fare a lui la formazione. La fece lui, ma mise gli undici che avrei schierato pure io. Allora gli dissi; “Vedi, tu sei più bravo di me, ma con questa formazione qualcuno dei tuoi compagni l’hai fatto incazzare. La seconda volta andò pure peggio. Dopo la retrocessione Mario Cecchi Gori mi scrisse una lettera che ancora oggi conservo incorniciata in casa. Ogni volta che la leggo mi commuovo. Era un grande uomo. Con Vittorio, invece, non c’era feeling. La squadra era ottima, non si poteva retrocedere, ma negli spogliatoi me ne fecero di tutti i colori.
 

Francesco Anela

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