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Commisso denuncia la Gazzetta per “diffamazione aggravata a mezzo stampa”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha deciso di sporgere una denuncia-querela per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa nei confronti della Gazzetta dello Sport. L’imprenditore italoamericano ha ritenuto “apertamente denigratori e discriminatori” i toni usati nell’articolo firmato da Andrea Di Caro lo scorso maggio. In particolare quando viene apostrofato “macchietta” o come “don Rocco”. La frase “Commisso ricorda una certa brutta Italia, che preferiamo resti solo nei vecchi film”, sarebbe un chiaro riferimento alla mafia: un accostamento “allusivo inaccettabile e offensivo”, che merita di essere perseguito”. In chiusura del pezzo infatti, ‘ripetuti e infondati accostamenti’ della figura del numero uno viola alla mafia italoamericana. 

La denuncia-querela arriva in un momento tanto felice per la formazione viola (sesta in classifica con 35 punti e una partita da recuperare) quanto problematico per il calcio italiano alle prese con le plusvalenze di alcuni blasonate società della A e il Covid. Problemi tuttavia che non sembrano scalfire in alcun modo la Fiorentina che, grazie proprio al contributo finanziario del suo proprietario, può vantare un’agiata quanto sicura struttura societaria. 

“Da quando sono diventato Presidente della Fiorentina – si legge nella denuncia/querela – ho auto modo di sperimentare, specialmente da alcune testate giornalistiche e trasmissioni radiotelevisive italiane, critiche dai toni anche molto aspri… frutto di preconcetti o aperta e gatuita ostilità espressa attraverso toni e contenuti che non di rado hanno assunto chiare tinte isultanti e denigratorie con appellatici come “Attila”, “zio d’America”, “Erdogan del calcio”, “Rocco Benito”, Padre padrone”, etc, nonchè giudizi sprezzanti…”.

“Se oggi – continua la denuncia/querela – ho scelto di rivolgermi all’Autorità giudiziaria è proprio in ragione del fatto che, alla luce della mia storia umana e professionale… non posso mantenere mantenere lo stesso metro di tolleranza e sopportazione… nei confronti dell’autore di un articolo insinuante e dai toni apertamente denigratori e discriminatori apparso, in data 15 maggio 2021, sul giornale La Gazzetta dello Sport, a firma del giornalista Andrea di Caro”.

Fonte America Oggi. 

Pietro Olivieri

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