La Fiorentina del 1955/56 era una squadra pensata e costruita per arrivare a certi livelli. L’estate del 1955 fu decisiva perché vide l’approdo in città di due campioni stranieri: Miguel Montuori e Julio Botelho, o più semplicemente Julinho.Il presidente, l’imprenditore tessile Befani, si convince della bontà dell’affare e scuce una cifra tutt’altro che banale per i tempi: 5.500 dollari ai brasiliani del Portuguesa e Julinho è viola dopo la firma su un contratto di tre anni. Lo è anche grazie alle sue (presunte) origini italiane, visto che un dirigente di allora garantì la discendenza da un presunto nonno del lucchese, rivelatosi poi però essere un funzionario della parola di Dio. Fu uno dei primi scandali di falsi passaporti di cui si ha memoria in Italia. Ma poi c’era il campo, nel quale Julinho confermò la sua nomea di fenomeno sin da subito. La sua prima stagione a Firenze, infatti, coincise con la vittoria dello Scudetto da parte della squadra toscana, che poté festeggiare il raggiungimento del primo titolo nella sua esistenza. Lo riporta TMW, nella sua consueta rubrica “Le grandi trattative”.
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