Il Collegio di Garanzia del CONI, in merito all’inchiesta Prisma, aveva respinto il ricorso di Paratici e di altri dirigenti della Juventus, confermandone l’inibizione. Questa decisione era stata preceduta lo scorso 29 marzo da quella della FIFA che, viste le sanzioni ricevute dalla Federcalcio, aveva deciso di fermare l’ex dirigente di Juve e Tottenham nell’intero mondo del calcio. E’ a questa decisione che Paratici si è opposto facendo ricorso contro il provvedimento del Comitato Disciplinare della FIFA, mettendo in discussione il modo in cui era stata estesa la sanzione. Un ricorso che, come riporta Calcio e Finanza, Paratici è riuscito a vincere: mantenendo l’inibizione di 30 mesi, ma riuscendo a alleggerirne i limiti. Il dirigente potrà quindi continuare a lavorare nel mondo del calcio durante i prossimi due anni e mezzo, ma con mansioni ridotte.
COSA PUO’ E NON PUO’ FARE – Come spiega la Federcalcio, Paratici non potrà entrare negli spogliatoi del club di riferimento o trattare con gli agenti dei calciatori, ma potrà assistere agli allenamenti e svolgere attività amministrative nell’ambito della proprie società, rappresentarle (con diritto di voto) in luogo di assemblee di lega, quando gli argomenti discussi sono di tipo patrimoniale. Non potrà rappresentare la propria squadra, invece, in sede di mercato, ma, in questo senso, gli sarà permesso ricevere input.
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