Dopo la pausa Nazionali come di consueto il campionato è pronto a ripartire. Nuovo giro, continua la corsa. In casa Fiorentina la parola d’ordine a pochi giorni dall’inizio di questo nuovo mini-ciclo è “ritorno“. Quello della Serie A, certo, che vedrà i viola affrontare il Benevento dopo il mini stop. E quello dei giocatori gigliati – quelli impegnati con le proprie selezioni, di ritorno via via a Firenze per riaggregarsi ai compagni, e quelli degli indisponibili German Pezzella e Josè Callejon che potrebbero a sorpresa tornare a disposizione già per la gara di domenica. Un bel regalo di benvenuto, anzi bentornato per il nuovo tecnico Prandelli…un altro ritorno, appunto, quello più atteso. 10 anni dopo ancora sulla panchina di casa del Franchi, il ricordo di notti europee a solleticare i sonni dei tifosi viola. Ricordo…eccola l’altra parola che nella marcia verso la sfida contro il Benevento accompagna voci e sensazioni che provengono dal Centro Sportivo Astori. Impossibile dimenticare quanto di bello Prandelli ha lasciato in riva all’Arno. Difficile non lasciarsi cullare nella speranza che presto si possa chiudere gli occhi e risvegliarsi li, la musica della Champions a risuonare nelle orecchie. Tanta nostalgia del palcoscenico più prestigioso che persino il Bayern Monaco con i suoi dolorosi precedenti potrebbe essere accolto come un vecchio amico. Eccola la missione di Prandelli. Non certo la Champions..ancora troppo prematura per una squadra ancor in costruzione dopo le macerie passate, ma tornare a far respirare quell’entusiasmo e quel profumo di Europa da anni ricorso ad inizio stagione per poi vedersi sfumare nel corso del campionato. L’eredità del passato lascia nelle mani un avvio stentato e un entusiasmo che dopo il ciclone Commisso si è affievolito. A Prandelli il compito di invertire la tendenza e riuscire lì dove Pioli, il secondo Montella e Iachini hanno fallito. Passato, presente e futuro scenderanno in campo e si incroceranno nella speranza di ritrovare una Fiorentina nelle zone nobili della classifica e di scalare le gerarchie del campionato, ironia della sorte a partire proprio dalla gara contro il Benevento. Un avversario che non può che riportare alla mente la memoria di Davide Astori e di quel devastante primo match senza il capitano. Chissà che partire nel segno del compianto capitano non sia di buon auspicio. Il ricordo, in fondo, è sempre una buona base di partenza per capire dove si vuole andare.
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