Sabato alle ore 11:22 Vincenzo Montella è stato ufficialmente esonerato dal ruolo di allenatore della Fiorentina, finendo così la sua seconda esperienza a Firenze con uno score impietoso, 13 sconfitte 7 pareggi e appena 4 vittorie in 24 partite. Numeri che parlano di un amore mai realmente (ri)sbocciato con l’ambiente fiorentino e che sono l’emblema degli ultimi mesi della squadra. Montella dalla sua prima esperienza in Viola non ha collezionato risultati positivi nelle sue successive esperienze né a Genova sponda Sampdoria, né a Milano sponda Milan (Supercoppa a parte) né a Siviglia. Le attenuanti che sono state date all’allenatore campano nel corso di questo periodo per i suoi insuccessi sono state svariate, a Genova si diceva che avesse sbagliato ad accettare un incarico a stagione iniziata e che gli scarsi risultati ottenuti erano dovuti al poco tempo avuto per inculcare nei giocatori il suo gioco. A Milano, piazza difficile ed in cui era partito bene il primo anno qualificandosi in Europa League e portando a casa la Supercoppa Italiana, al secondo anno si criticava e si davano ( giustamente) più colpe alla società per il mercato che a Montella per il suo operato che probabilmente non era stato dei migliori. Infine, a Siviglia, dove è riuscito ad arrivare ai quarti di finale di Champions League risultato comunque molto importante, si è raccontato poco della serie di insuccessi raccolti in campionato( 9 partite senza vittorie) che fecero scivolare il club andaluso in settima posizione allontanandolo dalla zona Champions. Insomma tutta una serie di risultati molto altalenanti di cui forse ci si era dimenticati al momento dell’ingaggio dell’allenatore campano e che hanno sancito l’inizio del volo in caduta libera dell’ormai ex allenatore della Fiorentina, che non è mai più riuscito a ricreare quel gioco che aveva incantato Firenze 7 anni fa. Per concludere c’è anche da dire che come in ogni situazione di difficoltà le colpe non sono mai da imputare ad un singolo ma al collettivo, ed in particolare nel calcio quando arriva un esonero le responsabilità sono si da attribuire all’allenatore ma anche ai giocatori e alla società. Adesso sarà fondamentale non sbagliare la scelta del prossimo tecnico. che chiunque sarà (Iachini sembra essere in netta pole position), visti i nomi che circolano, non potrà che essere un traghettatore chiamato a salvare la squadra dalle acque della zona retrocessione.
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