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VIOLA PARK, Commisso: “Sono venuto in Italia per restituirle ciò che lei ha dato a me”

Alla vigilia dell’apertura ufficiale del cantiere dedicato alla realizzazione del centro sportivo Viola Park, ha preso la parola il presidente Rocco Commisso: “Dobbiamo ringraziare molti collaboratori, il percorso è stato lungo. Siamo tuttavia tutti orgogliosi del nostro operato. Inizio da ciò che ho detto quasi due anni fa: sono venuto in Italia a dare indietro quanto mi ha dato. Parlo delle occasioni avute grazie ai sacrifici dei miei genitori. Alla mia età mi sono detto: ora o mai più. Per la persona che sono, il mondo calcistico è sempre stato fondamentale. Senza quello non avrei mai preso le borse di studio. Mia moglie mi ha sempre spronato e convinto di fare qualche progetto bello, e mi suggerì di rilevare una società in una bella città. Parlando del progetto: questa sarà la nostra sede principale, che presenterà anche un mio ufficio personale. Il lato ‘negativo’ è che è troppo in alto, e io sono anziano. Non mi piacciono gli ascensori, e l’ufficio è troppo elevato. Nei terreni Gucciardini erano presenti due muri romani, e, col fine di salvaguardarli, abbiamo dovuto riprogettare tutto. (a questo punto avvicina a sé un giovane addetto ai lavori di costruzione, Giovanni Nigro, proveniente dalla Calabria). Riprende la parola: “Lui e Gabriele porteranno ragazzi del sud, e a me piace dare lavoro ai miei compaesani. Il Wall Street Journal dice che l’economia italiana è messa male, e io, quando torno qua, non ho nemmeno il permesso d’investire. La situazione pubblica è vincolata alla lenta burocrazia, e dunque la velocità d’azione è minore rispetto a quella del privato. Sullo stadio: se il mondo calcistico, il suo settore, fosse stato paragonabile a quello di prodotti come scarpe e macchine, sarebbe stato tutto più facile. In America funziona così: se lo stato, in competizione nel frattempo con gli altri, non esegue bene i suoi compiti, l’investitore ne cerca un altro. Solo quest’anno in America son stati fatti due nuovi stadi. Qua, o il progetto prende forma come prevedo io, oppure non si fa nulla. La Fiorentina non ha risonanza solamente qua. Vorrei che tra società e tifosi ci fosse più contatto, e che i tifosi capiscano e sappiamo sempre cos’ho in testa. La Mediacom, nonostante il Covid, è andata bene. Abbiamo avuto la possibilità di portare la banda larga nelle case, per via della didattica a distanza ad esempio. La sede ci è costata circa 35 milioni di euro, e non ho alcun problema a ribadirlo. La Mediacom è un’azienda che attraversa il suo miglior anno.

Redazione

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