Questa mattina il quotidiano La Nazione, ha riservato ampio spazio alle parole del medico Riccardo Cappato, direttore del Centro di Aritmologia ed Elettrofisiologia dell’Irccs di Sesto San Giovanni, detentore del brevetto del defibrillatore sottocutaneo, impiantato anche a Edoardo Bove dopo quanto avvenuto durante Fiorentina-Inter.
Sarebbe utile riconsiderare l’effettiva utilità del divieto imposto ai calciatori con un potenziale aritmogeno diverso: anche dopo un arresto cardiaco come quello che ha colpito Bove, tornare a praticare attività sportiva è possibile e la storia di Eriksen ce lo dimostra.
Ieri sera il teatro Ariston di Sanremo ha ospitato l’ultima serata del celebre festival della musica e il conduttore Carlo Conti, in conferenza stampa, prima dell’attesissimo evento, aveva parlato anche del centrocampista della Fiorentina, Edoardo Bove:
Spero sinceramente che mi porti una maglia della Fiorentina. Ho deciso di chiamarlo per chiedergli se avesse voglia di venire qui al festival: rappresenta un esempio per tutti. Un ragazzo, un campione che, nel pieno della sua carriera, ad un certo punto si è visto fermarsi il mondo davanti a se. Verrà qui a Sanremo non solo a presentare un cantante, ma a raccontare come stia vivendo questa strana fase della sua vita, e quali siano le sue speranze per il futuro. Certo che se non mi porta la maglia della Fiorentina…
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