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Ancora Biraghi: "Dopo Torino dicevano che eravamo scarsi..."

Nel corso di una lunga intervista il capitano Cristiano Biraghi ha raccontato ai microfoni di Radio Bruno le aspettative europee riposte nella squadra

Nel corso delle ultime ore, Radio Bruno Toscana ha mandato in onda anche la seconda parte dell'intervista realizzata al capitano della Fiorentina Cristiano Biraghi:

Europa? Dobbiamo avere equilibrio. Quando sarà il 31 maggio guardiamo la classifica e vediamo. Ogni domenica cambiano sempre opinioni su di noi, a Torino sembravamo scarsi, ora siamo forti. Come dico io, queste sono solo chiacchiere da bar, noi dobbiamo lavorare e basta. A maggio poi tireremo le somme e diremo se siamo stati bravi. Finora sicuramente il percorso è stato buono, ma non dobbiamo distrarci. Se arriva, ben venga. Ci spera il tifoso e ci speriamo noi, ma dobbiamo restare concentrati sul lavoro e sul Cagliari”.

Punizioni calciate bene di recente? Sicuramente c'è il lavoro dietro. Tutto si può migliorare ed a qualsiasi età. Ne calcio di più. Ti ringrazio per il paragone con Sinisa, ma diciamo che lui sia un maestro di questo gesto tecnico. Allenando, studiando, guardando video, notando postura del corpo, come mettere il piede. Io vado per i trent'anni e ci sta abbia capito ora come potere fare, potevo farlo prima ma non è mai troppo tardi. Sembra che ogni punizione entri, speriamo duri - ride, ndr”.

Cagliari? Non dobbiamo pensare stiano in un brutto momento. E' difficile giocare in quello stadio. In casa hanno sempre uno spirito diverso. Saranno agguerriti, perché hanno una classifica difficile e situazioni da Covid-19 non facili. Sarà una partita molto delicata da affrontare, piena di insidie”.

Rapporto con i neoacquisti viola arrivati? Si sono ambientati subito. Ikoné e Pjona lo hanno fatto, quelli arrivati d'estate anche. Per chi arriva è facile ambientarsi, vista la buona situazione in classifica e la società. Se le cose vanno bene è merito di tutti”.

Offerta dalla Roma respinta per restare a Firenze la scorsa estate? L'ho sempre detto alla società quali fossero le mie idee sulle situazioni di mercato. Due anni fa andai via e dissi che l'avrei fatto solo se si fosse presentata l'Inter. E così è stato. Il rapporto è buono con la società, si basa sulla sincerità. Quando la Roma aveva chiesto di me la scorsa estate, io ero già stato chiaro con la società viola circa le mie intenzioni”.

Ciclo aperto con i viola? Penso di sì. Sono cambiate molte cose. Al di là della classifica, si può definire aperto un ciclo per via dell'identità assunta dalla squadra: Ha portato risultati. Va allenato e migliorato. Con l'allenatore stiamo lavorando bene, ma abbiamo ancora margini di miglioramento”.

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