Nazionale italiana (Photo by Mattia Ozbot/Getty Images via One Football)
Il giornalista Alberto Polverosi ha analizzato la partita Israele-Italia, vinta dagli Azzurri 4-5. Di seguito il suo commento sul Corriere dello Sport.
Come si fa a commentare una follia? Scrivi una cosa e la cancelli un minuto dopo. Dentro la partita di Debrecen c’è stato un festival di errori da manicomio. Uno dietro l’altro, due autogol regalati dai nostri a Israele, almeno tre reti segnate dagli azzurri grazie alla superficialità della difesa israeliana. L’Italia ha vinto e stavolta può bastare davvero. Abbiamo giocato male e poi bene, siamo andati sotto e abbiamo recuperato. Siamo andati sopra e ci hanno ripreso. In TV guardavamo preoccupati Gattuso: non ha bisogno del cardiologo, gli azzurri gli hanno fatto un ECG sotto sforzo. Prolungato. E ha retto.
Avevamo un problema, non facevamo gol. In due partite ne abbiamo segnati dieci. Cinque all’Estonia, vero, ma cinque anche a Israele che ci ha tormentato dall’inizio alla fine. Il problema era che non segnavano le punte dell’Italia; in queste due partite doppietta e assist a raffica di Retegui, gol e doppietta di Kean e anche due reti di Raspadori, la riserva che entra e la piazza. Almeno qui ci siamo, così come ci siamo per la rincorsa al Mondiale, il secondo posto è più vicino.
Ma, come se il calcio italiano si fosse ribaltato, abbiamo cominciato a soffrire da matti nella nostra area; due gol di Israele li abbiamo segnati noi, con le autoreti di Locatelli e Bastoni (due errori tecnici), abbiamo concesso troppe occasioni con una leggerezza difensiva che non appartiene alla nostra storia, ma nemmeno al nostro presente, e abbiamo rischiato l’osso del collo”.
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