Il vizio. Non possiamo “fare a meno”. Viviamo, viviamo “troppo”. Non sappiamo se Eriksen sia fuori pericolo e, se lo sia, per quanto. Ma non possiamo rinunciare a 22 tizi attorno a un pallone. Non possiamo rinunciare ai tifosi sugli spalti. A veder scappar via, così, un guadagno ulteriore. Allora, sarebbe da chiedersi, cosa significa sociale, comunicare? Abbiamo una concezione talmente informe, tanto da poter adattare la sensazione, la qualsiasi, alla parola più disparata. Le cose son quel che sono e nient’altro. Punto e basta. Quella che “crediamo”, non è conoscenza, è alienazione. La verità su questo “mondo”, e non la Terra, è che esso ha membra deboli come le passioni che lo compongono: fittizie e labili. Non tiriamo le redini dei carri, ma li spingiamo, senza alcuna fatica, per una discesa. In questo forse siamo tutti umani. La morale sta nel lato delle abitudini che rendiamo “normali”.
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