La Gazzetta dello Sport, nella sua edizione odierna, parla della scomparsa dell’ex bomber viola Mario Maraschi, tra i protagonisti del secondo scudetto della Fiorentina del 1969. Come spiega il quotidiano, Maraschi riuscì a guadagnarsi la stima persino di Indro Montanelli, tifoso esigente e competente. L’11 maggio 1969 il giornalista si trovava a Parigi per seguire le elezioni presidenziali francesi, ma si prese un’ora e mezzo di libertà e ascoltò la radiocronaca di Juventus-Fiorentina, partita decisiva per lo scudetto della Viola. Gol di Chiarugi, raddoppio di Maraschi: Montanelli saltò dalla poltrona e, dimenticando per un attimo i grandi temi della politica internazionale, buttò giù un pezzo sul titolo conquistato dalla sua amata Fiorentina, lo spedì al Corriere della Sera e poi telefonò a Gino Palumbo, allora capo della redazione sportiva. <<Quel Maraschi è davvero un fenomeno – disse – Quanti gol ha segnato quest’anno? Quattordici, mi pare. Senza di lui non ce l’avremmo mai fatta». Ieri Maraschi, a 81 anni, ha piegato tutte le maglie indossate in carriera (non poche), le ha sistemate nell’armadio, ha salutato parenti e amici, si è coricato e ha detto basta. Attraversando lo spazio sconosciuto che porta da un universo all’altro, avrà pensato alle sue avventure, agli inizi durante i quali gli capitò di fare l’altalena tra A e B, al periodo trascorso con il Lanerossi Vicenza, a quello con la Fiorentina culminato con lo scudetto e all’epoca della Sampdoria.
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