Come anticipato già stamattina, Raffaele Palladino ha rilasciato una lunga intervista al Corriere Fiorentino nella quale ha trattato i principali argomenti che tengono banco in casa viola come il giudizio su questa stagione, sulla rosa a sua disposizione e anche sul rapporto con Moise Kean, forse il giocatore a cui l’ex Monza tiene di più in assoluto:
Vittoria con la Juventus? È stata una partita perfetta sotto tutti i punti di vista. Perché siamo stati sempre in controllo. Una prova di maturità della squadra perché abbiamo capito quando dovevamo difendere bassi e quando andare a prenderli alti. Partita fantastica. Se sono rimasto sorpreso? No, perché i segnali c’erano già stati nel secondo tempo di Napoli e per gran parte della partita contro il Panathinaikos. Nello spogliatoio avevo percepito qualcosa di diverso. Ho ascoltato i ragazzi e sentito la loro convinzione, che ci credono.
Cosa porta una vittoria del genere? Intanto entusiasmo, consapevolezza, autostima. Penso che queste siano le tre componenti più importanti. E ovviamente slancio. Il fatto che noi siamo lì, che ce la stiamo giocando con la Lazio, con il Bologna, con il Milan, con la Roma, è un motivo di grande orgoglio. Questi ultimi due mesi vogliamo giocarcela come le ultime due partite […] Atalanta e Milan decisive? Secondo me no, ma sono due gare molto importanti contro squadre differenti tra di loro: l’Atalanta ambisce a posizioni molto alte, il Milan lotta con noi. Però abbiamo nove finali da prendere tutte con la stessa mentalità. È è un campionato molto equilibrato e tutti i punti contano.
Io devo solo ringraziare la società perché la mia idea è stata sposata subito da Prade, Goretti, Ferrari e naturalmente dal presidente Commisso […] Kean? Era un mio pallino da due anni. Vedevo in lui il mio centravanti ideale. Qui ha trovato un ambiente dove tutti quanti l’hanno accolto bene, è stato amato e si è fatto amare. Ma può crescere ancora. Ha il merito di aver fatto uno step di maturità e di ambizione […] Se dovesse partire in caso di pagamento della clausola? Conoscendo bene Moise con cui ho un rapporto fraterno so che riconosce quanto questa piazza, questo gruppo e questa società gli hanno dato. È un ragazzo di cuore e molto sensibile.
Io credo che sia anche normale durante una stagione avere degli alti e dei bassi. È vero che noi siamo stati un po’ altalenati, direi estremi, da otto vittorie di fila a momenti no. Però io credo che un gruppo se non è solido e forte non viene fuori da situazioni di estrema difficoltà. Soprattutto penso che l’episodio di Bove avrebbe potuto segnare la nostra stagione. Invece i ragazzi hanno reagito alla grande, sono venuti fuori. Ci siamo rialzati tante volte […] Perché abbiamo fatto più punti con le grandi che non le piccole? Le grandi squadre tendenzialmente vengono a prenderti più in avanti e quindi tu devi attirarli per poi andare a giocare in contropiede e noi abbiamo i giocatori per questo. Nella parte centrale del campionato abbiamo trovato difficoltà con chi si difendeva basso, ma credo che sia stato anche a causa nostra perché eravamo nel pieno dei cambiamenti dovuti al mercato, in estate e a gennaio.
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