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L’ANNO ZERO DEL CALCIO? “SE NON ORA QUANDO”…

L’emergenza mondiale, in seguito all’avanzata del Covid-19, ha avuto e avrà forti ripercussioni anche sul calcio ed in particolare sulle sue componenti. Dai massimi campionati alle serie minori, lo stop forzato porterà importanti conseguenze.. in primis economiche ma anche socio-sportive. Bisognerà capire come e quando riprendere e la discussione a tal proposito si fa sempre più accesa e contrastante. Per molti i campionati nazionali sono già terminati e la situazione in varie parti del mondo è così disastrosa che si fa fatica a pensare ad una ripresa dei tornei in corso.. per altri bisogna al più presto riattivare la macchina sportiva per poter concludere le manifestazioni e lanciare così un messaggio di continuità e di forza davanti al virus. Posizioni rispettabili e condivisibili. Gli organi competenti avranno un duro lavoro da affrontare e tutte le discussioni possibili non possono esulare dal pensiero di tutti e nel rispetto di tutti.. in particolare dei tifosi, da sempre, anima e spirito di questo sport.

Purtroppo ad oggi non c’è una linea molto chiara sul da farsi e la maggior parte delle società stanno provando a gestire la situazione in autonomia. Che si parli di allenamenti, che si parli di taglio degli stipendi, di cassa integrazione e di qualsiasi altro aspetto.. servirebbe invece unità soprattutto per tutelare gli operatori di questo sport che percepiscono stipendi “normali” e che in primis collaborano al successo o al fallimento sportivo di una stagione. Li chiameremo attori non protagonisti ma che, come nei migliori film, rappresentano la spalla di un circuito che senza non si reggerebbe in piedi nemmeno un giorno. L’indotto lavorativo attorno ad un club di Serie A, come la Fiorentina, è abbastanza importante.. e non parliamo solo dello staff tecnico, medico e amministrativo. Parliamo di giardinieri, magazzinieri, steward, autisti, cuochi.. insomma tutte quelle professionalità che rendono possibile una partita, una competizione.. un mondo così grande che diventa tale solo partendo dal basso. In questa situazione critica bisogna proiettarsi in questa logica per poter ricostruire e ripartire con uno spirito diverso.. uno spirito nuovo. La macchina si è inceppata ed è l’occasione giusta per ripensare il calcio e tutte le sue componenti. Domani il mondo ritornerà obbligatoriamente a girare nel verso giusto ma questa storia lascerà una ferita profonda nel tessuto societario e il calcio non sarà esente da questo! Se noi come cittadini dobbiamo ricostruire le nostre vite in un mondo che si preannuncia cambiato nella sostanza.. anche lo sport dovrà cambiare in qualche modo. Non si può più avere due sfere opposte e distanti.. non si può più avere un circuito “lussuoso” in un clima societario così sgretolato e “impoverito”. E’ l’occasione giusta per riportare il calcio tra la gente.. il più umile degli sport accessibile a tutti. Noi tutti siamo stati chiamati ad un gesto di responsabilità e sacrificio nei confronti della nostra stessa umanità.. il calcio non può barricarsi nelle vecchie logiche ma, per riemergere, ha bisogno di una ricostruzione. Stipendi, diritti TV, abbonamenti, biglietti, cimeli, mercato, pubblicità e tanti altri aspetti dovranno essere cambiati. E’, probabilmente, l’anno zero del calcio ed è l’occasione giusta per risorgere con lo spirito di un tempo. Forse l’unica alternativa per non ampliare ancora di più la forbice tra pubblico e beniamini.. tra realtà e fantasia! E’ giunto il momento di innovarsi.. che non è uno sminuirsi. Nell’imprenditoria “l’innovazione è tutto”.. come diceva Robert Noyce, grande imprenditore ed inventore degli anni della ricostruzione del post-guerra: “Quando si è in prima linea si riesce a vedere quale sarà la prossima innovazione necessaria. Quando si è dietro, si devono spendere le energie per recuperare terreno”. Questa situazione così drammatica e così imprevedibile ha costretto noi tutti a metterci in “prima linea”.. ad assumerci responsabilità importanti per noi stessi, per la nostra famiglia.. per il prossimo. Anche il calcio ha le sue responsabilità e dovrà innovarsi oggi per non rischiare di morire domani.. rafforzare ad esempio i vivai per poter crescere in casa i propri talenti (come la viola ci ha abituati in questi anni). Rafforzare le strutture che siano stadi, centri sportivi e qualsiasi altro impianto sportivo.. ripensare al valore degli stipendi, dei cartellini, del mercato in generale. Siamo all’anno zero del calcio.. “se non ora quando?”

Alfredo Verni

✍🏻Giornalista 🔥Direttore & Founder di @fiorentinauno. 🎙📻 Speaker @radiotoscana @radiofirenze 💼 Entrepreneur of all my companies 🌍

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