Edin Dzeko (Photo by Ahmad Mora/Getty Images via One Football)
Il giornalista del Corriere dello Sport Alberto Polverosi ha commentato l’arrivo di Edin Dzeko in maglia viola. Di seguito le sue parole.
Molti lo classificano come “punta”, ma è riduttivo. Dzeko è un giocatore d’attacco, è un regista del reparto offensivo, è uno che vede prima di altri, intuisce, indirizza e spiega in campo. Difficile immaginarlo forte e atletico come negli anni della Roma e dell’Inter, ma la testa frulla bene e i piedi ancora rispondono. Avendo espresso nel mercato scorso ampio dissenso sull’operazione-Kean e visto poi come è finita, è meglio andare cauti (in senso opposto) parlando dell’operazione-Dzeko, ma l’idea non è sbagliata.
Edin può giocare tranquillamente alle spalle di Kean (se resta) e, in qualche caso, anche al posto di Kean. Servirà anche a partita in corso, per raccogliere di testa i palloni che voleranno alti. Il precedente di Ribery (due anni a Firenze, 50 presenze, 7 gol e pochi spunti della sua vecchia classe), arrivato sull’Arno a 37 anni, ha lasciato in eredità ai fiorentini qualche traccia di diffidenza verso gli over 35, sta al bosniaco guadagnarne subito la fiducia.
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