Dal primo mandato Montella al secondo è passata diversa acqua sotto i ponti. Il settore del campo che più ha risentito attraverso modifiche ed un calcio che rima sempre più spesso con dinamismo è stato il centrocampo. Dai tempi del palleggio spumeggiante capitanato da Borja Valero e Pizarro l’involuzione è stata netta. I primi anni positivi di Badelj probabilmente hanno un po’oscurato il reale problema che si stava creando, la qualità con il tempo non ha fatto che abbassarsi; in particolare gli ultimi due anni (escludendo l’esplosione Castrovilli) hanno mostrato troppa poca qualità che poi chiaramente rallenta la costruzione del gioco. Ecco perchè l’eventuale acquisto di Praet può rappresentare un salto in avanti qualitativo non da poco. Dinamiso, tecnica, rapidità di pensiero ed eleganza possono velocizzare la costruzione e soprattutto coesistere con Castrovilli davanti ai muscoli di Pulgar o la regia di Badelj. La Sampdoria in cui il centrocampista ex Anderlecht si è reso protagonista per un centinaio di partite è stata capaca di giocare con una linea a tre costruita da Linetty-Torreira e Praet, non esattamente tre centrocampisti di contenimento. E quanto somigliava quella Samp alla Fiorentina di Montella. La seconda vita di Praet a Leicester non è invece l’esperienza della vita, una manciata di presenze che invece possono fare tremendamente comodo a Iachini
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