Ernesto Poesio, giornalista del Corriere Fiorentino, ha analizzato sulle colonne del quotidiano il periodo che sta attraversando la Fiorentina. Di seguito le sue parole.
“Ecco perché l’equilibrio perfetto che per otto partite consecutive ha fatto volare la Fiorentina ha finito per mostrare anche quanto fosse in realtà sottile. E il distinguo che tanto infastidisce lo stesso Palladino tra una «Fiorentina A» e una «Fiorentina B» appare sempre più evidente prova dopo prova. Per correre a certe altezze servono più ricambi e soluzioni di valore. Innesti mirati (la Fiorentina non ha certo bisogno di agire in modo massiccio sul mercato) e cessioni altrettanto inevitabili (Biraghi, ma non solo, su tutte) in grado di immettere nuova energia a un gruppo che ha finito per arrivare stanco al giro di boa.
Ma a differenza della scorsa stagione quando con un punto e una posizione in più in classifica, la società non riuscì a migliorare la rosa, il compito stavolta pare meno arduo. Perché i punti fermi e i titolari inamovibili nei ruoli chiave sono arrivati la scorsa estate e non devono essere cercati come avvenuto in passato nel difficile e povero (di occasioni) mercato invernale. Il punto di partenza appare dunque molto più promettente, la strada imboccata anche. Il compito di Palladino e della società è ora quella di continuare a percorrerla aggiustando la mira. In fondo le imprese facili non esistono. E se anche ci fossero dubitiamo piacerebbero a Firenze.”
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