Il regista è colui che tende la trama del gioco. Colui che vede prima, che sa prima. Oggi si usa la frase “compito di regia”, quando in realtà bisognerebbe dire “compito di impostazione”. “El cerebro”, il cervello: questa è la definizione sintetica del regista. Deve riflettere. Non annuire all’allenatore e alzare qualche palla, smistarla. Dare un’impostazione alla manovra è totalmente opposto dall’esserne il regista. Nel primo caso si ha una conoscenza elementare, superflua. Nel secondo, invece, approfondita, dettagliata, specifica. Oggigiorno, siccome si vuole devolarizzare chi è il vero fulcro di questo gioco (il calciatore), si dà importanza esclusivamente allo spettacolo. Dunque, quale miglior personaggio se non “l’impostatore”? E la Fiorentina ce li ha. Crea spazio per i supplementi. I supplementi sono figure importanti in un calcio dispersivo e senza sostanza come quello contemporaneo. Comunque, a meno che non voglia spettacolarizzare il mese di agosto, la viola ha già ciò che cerca in casa.
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